Cronache eventi ed attività

 
Marina di Varcaturo (Licola), 03/10/2010: Paracadutisti si lanciano in occasione della giornata di chiusura del Campo Nazionale Giovanile “Area Mediterranea”.
 
Una bella giornata di sole ha salutato la spiaggia del lido “Le ancore” a Marina di Varcaturo (Licola) ove per stamani era stato previsto un lancio con paracadute ad ala.
 
La nostra Sezione è stata invitata e ha svolto la sicurezza in Zona Lancio 
 
La manifestazione costituiva l’evento coreografico di rilievo a chiusura dei lavori del Campo Nazionale Giovanile “Area Mediterranea” voluto da “La destra”, in occasione della visita dell’On. Francesco Storace.
 
Folta la partecipazione all’emozionante evento 
 
Alle 12,30 in punto tre paracadutisti della scuola di Pontecagnano (SA) si sono lanciati dal Pilatus Porter ad un’altezza di circa 2000m inziando una serie di evoluzioni che li hanno portato in breve tempo ad atterrare con precisione nell’ampio arenile predisposto per lo scopo.
 
La nostra Sezione, invitata dal socio (nonchè Consigliere del Comune di Napoli) par. Marco Nonno, ha svolto egregiamente il suo compito relativo alla sicurezza della Zona Lancio, impedendo ai numerosissimi spettatori di intralciare l’atterraggio in sicurezza dei parà.
 
 Il nostro socio, nonché Consigliere del Comune di Napoli, par. Marco Nonno
 
Tra questi ultimi, in particolare, spettacolare il lancio del ben noto Istruttore par. Gaetano Giella che è disceso con i fumogeni tricolori suscitando l’applauso della folla.
 
 
 
L’istruttore par. Gaetano Giella nella fase finale del circuito di atterraggio
 
Al termine di questi emozionanti momenti sportivi, l’ente organizzatore ha ospitato gratuitamente tutti i partecipanti nel vicino ed accogliente villaggio “Stella Maris” dove è stato offerto un lauto e gustoso pranzo.
 
Il nostro Presidente par. Esposito e l’economo par. Gebbia assistono in atterraggio
 
Insomma, complice un sole ancora caldo che ha ricordato le giornate trascorse al mare della non lontana estate, una bella giornata di paracadutismo.

 F.to:

Il segretario
par. Vincenzo Di Guida
 
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Pisa, 23 luglio 2010: Il racconto di una giornata tipo da parte di uno dei ragazzi della nostra sezione che ha partecipato alla mininaja alla SMIPAR.

 
La seconda edizione di “progetto difesa” (la così detta “mininaja”) voluta dal Ministro La Russa, è stata un successo tra gli appassionati della Folgore.
Difatti, dopo la prima edizione che aveva visto solo gli alpini accogliere ragazzi e ragazze poco più che teenager per un breve stage conoscitivo del mondo professionistico delle FF.AA., questa volta è toccato alla Brigata paracadutisti Folgore poter accogliere presso le strutture della Scuola Militare Paracadutisti di Pisa un manipolo di giovani desiderosi di mettersi alla prova.
L’A.N.P.d’I., quale Associazione d’Arma dei paracadutisti, è stata coinvolta in prima fila nella preselezione degli aspiranti stagisti, riscuotendo un successo di adesioni davvero importante.
La nostra Sezione di Napoli ha preselezionato tre suoi giovani soci. Si è trattato del par. Vittorio CASTALDI, e dei soci simpatizzanti Emanuele MELILLO e Viviana VACCARO.
Di seguito il racconto di una giornata tipo che ho raccolto dal par. Vittorio CASTALDI.
” Sveglia alle 6.00, ripiegamento coperte, pulizia personale, vestirsi al più presto, ed essere pronti per l’adunata delle 6.45. Così iniziavano le nostre giornate, una volta inquadrati sia il 1° e il 2° Plotone andavamo in mensa marciando. Rompevamo il muro del silenzio con la cadenza del nostro “Passo”, eravamo i ragazzi della “mini naja”, tutti orgogliosi di poter far parte per almeno 11 giorni della scuola militare di paracadutismo di Pisa. La colazione era fondamentale per poter affrontare una lunga giornata, che si svolgeva tra attività ginniche, lezioni con videoproiettore e pratica sugli argomenti studiati. Oltre a svolgere attività all’ interno della Caserma Gamerra, andavamo anche presso la Lustrissimi, dove abbiamo svolto le attività di ardimento, come percosso di guerra e le torri. Altri luoghi di svolgimento di attività erano Valle Ombrosa ovvero zona lancio, e Valle Ugione, dove abbiamo svolto le famose attività della “Pantegana e del Cinghiale”.
Ma la cosa che più ci ha emozionati è stato il lancio dalla torre, ovvero la prova principale di ogni paracadutista prima del battesimo dell’ aria.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Il nostro socio paracadutista Vittorio CASTALDI che si lancia dalla torre.

In questo periodo abbiamo imparato tante cose, come la topografia, smontaggio e montaggio armi, mascheramento ecc. Ma la cosa più importante è stata la scoperta del valore dello spirito di gruppo, che ha segnato per sempre qualcosa in me. 

Questa esperienza è stata molto utile, e spero di poter ritornare un giorno a marciare di nuovo al Piazzale El Alamein per rivivere le stesse emozioni che ho vissuto in questo periodo. Folgore!!! “

Oggi, complice l’attuale livello professionale delle Forze Armate italiane, che hanno saputo conquistare stima e riconoscimenti a livello mondiale, sognare di fare il militare di carriera non è più un ripiego ma una legittima scelta professionale e di vita di cui andare fieri.

L’esperienza della mininaja è risultata davvero gradita tra la moltitudine di giovani che aspirano ad un futuro professionale nelle Forze Armate ed avrà certamente un seguito duraturo nel tempo. Gia la terza tornata è stata decisa nel periodo della seconda metà di settembre 2010 e, ancora una volta, la Folgore vedrà tanti giovani confrontarsi con i suoi bravi istruttori ma soprattutto con sé stessi e col proprio futuro.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida
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Napoli, domenica 02 maggio 2010: Partecipazione a gara di tiro “I° Trofeo UNUCI Partenope”.

Nel quadro delle attività istituzionali dell’U.N.U.C.I., il giorno domenica 2 maggio 2009 si è svolta la gara di tiro con arma corta (pistola o revolver) in calibro 9mm denominata “I° Trofeo U.N.U.C.I. Partenope” voluta dal Presidente della Sezione UNUCI di Napoli, Gen. C.A. Franco de Vita.
Tale competizione, avente anche fini addestrativi, è stata organizzata presso il Poligono di tiro di Napoli col necessario supporto logistico della locale Sezione del Tiro a Segno Nazionale il cui Presidente, Cav. Pietro Di Meglio, ha entusiasticamente messo a disposizione le linee di tiro ed il personale tecnico necessario allo svolgimento della gara.
Tra i trentatrè partecipanti, alcuni provenienti anche dalla Puglia, anche molti soci ANPdI della Sezione di Napoli capeggiati dal Presidente della Sezione par. Franco Esposito.
 
 

Al termine della competizione, l’ambito trofeo è rimasto a Napoli essendo stato vinto dalla squadra UNUCI Napoli 4 nella quale uno dei compontenti era lo scrivente par. Vincenzo Di Guida (a sx nella foto). 

 
Un lauto e gustoso pranzo è stato consumato negli accoglienti saloni del Poligono di tiro di Napoli rinsaldando i vincoli di amicizia e solidarietà tra tutti i partecipanti.
Per maggiori dettagli, le classifiche dei tiratori singoli e a squadre, l’intera galleria fotografica, si invita a visitare il sito dell’UNUCI di Napoli cliccando sul seguente link:
http://www.unucicampania.net/1trofeounucipartenope.html 

 F.to:

Il segretario
par. Vincenzo Di Guida
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Napoli, sabato 13 marzo 2010: Visita al complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore e a Napoli sotterranea.
 
 
 
 
 

Una bella mattinata di sole ha salutato il gruppo di soci della Sezione che hanno entusiasticamente aderito all’iniziativa della visita del complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore e Napoli sotterranea.

Grazie alla intercessione del socio par. Oreste Monteforte e alla sua gentile mamma, entrambi ciceroni d’alto rango, è stato possibile visitare gli stupendi luoghi dei decumani a costo zero (uno dei vantaggi dell’essere soci della nostra Sezione…), godendo delle meraviglie nostrane spesso sin troppo dimenticate a favore di insulse pietre visitate nel corso di costosi viaggi in paesi lontani (che hanno il solo merito di saper promuovere i loro tesori turistici).

Visitati prima il luminoso chiostro della Chiesa di San Lorenzo, poi il museo e l’antico refettorio monastico (poi adibito a sala reale), quindi il dedalo di Napoli Sotterranea.

Una discesa nelle viscere del cuore di Napoli che ha consentito di simulare una vera e propria “macchina del tempo”, traghettandoci dall’epoca odierna posta al livello della strada, a quella medioevale, sino alle profondità della Napoli grecoromana.

Gli usi e i costumi delle epoche attraversate, raccontante da Oreste, ci hanno fatto rivivere la vita che, presumibilmente, si svolgeva tra gli stretti cardini e gli ampi decumani.

Ecco, allora, la bottega del pescivendolo con le sue bancarelle inclinate per consentire all’acqua di scorrere adiacente quella del fornaio. Riusciamo quasi a sentire il vociare dei napoletani dell’epoca nel nostro caleidoscopico viaggio nel tempo.

L’intricata rete di canali e cisterne, testimone dell’ingegnosità degli antichi, ha reso come un merletto il tenero sottosuolo tufaceo.

Ma come tutti i sogni anche questo presto finisce e risaliamo nuovamente, stavolta in senso temporale crescente, verso gli anni nostri.

Riascoltiamo le voci, stavolta reali, della strada e il profumo della pizza che ci attende per il pranzo. 

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida
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Napoli, venerdì 05 febbraio 2010: 1° Trofeo A.N.P.d’I. Napoli di tiro a segno.
Già lungamente rinviata a causa dell’indisponibilità di svariati partecipanti impegnati per gli eventi del terremoto di Abbruzzo, l’altro ieri è finalmente stata svolta la competizione di tiro dei soci napoletani dell’A.N.P.d’I., scrivendo un’altra bella pagina associativa della Sezione di Napoli.
Presso la bellissima struttura del poligono di via Campegna, sede dell’ospitale sezione di Napoli del Tiro a Segno Nazionale, si è svolto il 1° Trofeo A.N.P.d’I. Napoli di tiro con pistola, una gara di precisione con arma semiautomatica di piccolo calibro riservata ai partecipanti del corso svolto durante il passato anno.
 
 
 

La gara, condotta sotto l’attenta e competente direzione degli Istruttori Massimo Correra, Giancarlo Palumbo e Marco Correra (quest’ultimo anche nelle vesti di socio A.N.P.d’I.), ha visto confrontarsi 12 partecipanti al tiro con pistola semiautomatica.

Sfortunatamente, altri 3 soci corsisti non hanno potuto prendere parte alla competizione per imprevisti impegni di lavoro dell’ultimo momento.

La gara, che ha visto tutti i partecipanti esprimere più che soddisfacenti prestazioni, è stata sempre pervasa dal giusto spirito di partecipazione: grande amicizia con un pizzico di goliardica competitività.

Sulle piazzole del tunnel si sono avvicendati tutti i tiratori che hanno potuto sparare venti colpi di prova ciascuno e, a seguire, 10 colpi di gara in un’unica manche che ha individuato i finalisti Trapani, Di Guida e Falcone.

Questi ultimi si sono affrontati in una seconda manche che si è presentata subito molto combattuta e che ha visto il socio simpatizzante Pier Paolo Falcone prevalere di strettissima misura sullo scrivente segretario par. Vincenzo Di Guida.

I bersagli di Falcone e di Di Guida, infatti, esibivano il medesimo punteggio di penalità e, caso singolare, lo stesso numero di “mouches” in numero di 4 sui dieci colpi esplosi.

Vista l’ora tarda, si è deciso che non sarebbe stato possibile procedere con ulteriori prove di spareggio e che invece si sarebbe proceduto valutatando le rosate prodotte sui bersagli. Il giudizio inappellabile della giuria ha potuto stabilire la prevalenza del socio Falcone sul contendente Di Guida per via di uno scarto di un paio di millimetri!

Successivamente, nell’attesa della cerimonia di premiazione e di rilascio degli attestati di frequenza a tutti i corsisti presenti, è stato proiettato un documentario autoprodotto dalla Sezione U.N.U.C.I. (Unione Nazionale degli Ufficiali in Congedo d’Italia) di Napoli sulla recente XI edizione della “Dragon Recon”, la più importante competizione addestrativa per pattuglie militari in servizio ed in congedo afferenti ai paesi NATO, che si è tenuta a metà ottobre scorsa nel poligono militare di Persano (SA) e alla quale, come di consueto, la Sezione A.N.P.d’I. di Napoli partecipa attivamente con alcuni suoi soci che aderiscono anche all’U.N.U.C.I.

Nell’occasione il presidente par. Esposito ha ufficialmente presentato la nuova bellissima e calda felpa della Sezione dei paracadutisti A.N.P.d’I. di Napoli che è risultata così gradita che alcuni soci hanno voluto indossarla già dal primo pomeriggio in occasione della gara.

La cerimonia di premiazione ha visto collaborare i presidenti della Sezione di Napoli del Tiro a Segno Nazionale Pietro Di Meglio, ed il presidente della Sezione di Napoli dei paracadutisti A.N.P.d’I. Franco Esposito, nella piacevole incombenza della consegna delle coppe ai primi tre finalisti.

Nella zona  podio, oltre ai presidenti delle due associazioni ed ai tre premiati, presenti erano anche i tre competenti istruttori, che per settimane si sono avvicendati sulle linee di tiro, ed i consigliere del TSN Napoli Francesco Caiafa che ha collaborato attivamente perchè tutto ciò si potesse verificare.

Una gustosa cena conviviale, durante la quale è stato festeggiato anche il genetliaco del presidente e padrone di casa Di Meglio, ha suggellato la bella e fruttuosa sinergia intessuta dalle sezioni napoletane dei paracadutisti e dei tiratori.

Una collaborazione che è destinata a ripetersi in quanto già si stanno organizzando i succesivi corsi (di base e di perfezionamento) che si terranno quest’anno per i soci A.N.P.d’I. Napoli che intendono impegnarsi nei trofei di tiro UITS e del circuito delle Associazioni d’Arma e militari. 

Avanti ragazzi, che aspettate ad iscrivervi?

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida
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Napoli, lunedì 21 dicembre 2009: Cena sociale di natale 2009.
 
 
 
 
 

Sin dall’anno scorso, si è ripresa la tradizione che vuole tutti i soci della Sezione ANPdI di Napoli riuniti per la cena sociale pre-natalizia.

Anche quest’anno, questa bella iniziativa è stata ripetuta riscuotendo il favore di moltissimi soci.

Il ristorante prescelto è stato l’AGUA NEGRA, sito proprio di fronte l’uscita della tangenziale di Licola e, quindi, facilmente raggiungibile da tutti.

La immediata raggiungibilità del sito, ha consentito il pieno rispetto degli orari fissati e, dunque, alle ore 20,00 ben 48 persone afferenti la nostra bella Sezione, si sono ritrovate per trascorrere una piacevole e festosa serata.

Tutto è andato come da copione, anzi come da menù, e tra una portata e l’altra si sono susseguiti piacevoli intermezzi di soci che, con inaspettata istrionica maestria, hanno declamato poesie e piccoli pezzi della tradizione teatrale e cabarettistica napoletana, riscuotendo il divertito consenso di tutti i numerosi  commensali.

Tra i presenti, anche soci di recentissima acquisizione come alcuni partecipanti del corso di tiro a segno, e i ragazzi dell’ultimo corso impegnati nelle prove di brevetto per l’abilitazione paracadutistica capitanati, come sempre, dall’inossidabile Direttore tecnico par. Gennaro Fiscariello.

Il presidente par. Franco Esposito, ha tenuto un breve discorso a consuntivo dell’anno di attività ormai terminato, sottolineando i molti obiettivi raggiunti (tra gli altri, il corso di tiro con pistola semiautomatica in collaborazione con il Tiro a Segno di Napoli, la generosa attiva partecipazione all’emergenza Abbruzzo e il restauro dei locali della Sezione) e anticipando l’ulteriore successo costituito dal benestare ottenuto dal Comandante della scuola militare Nunziatella, Col. Troise, acchè i suoi allievi non subiranno veti formali o impedimenti di fatto, se vorranno acquisire l’abilitazione al lancio quando liberi dai loro impegni istituzionali.

Si tratta, quest’ultimo, di un successo personale del Presidente Esposito che per mesi ha lungamente lavorato, con discrezione e tenacia, per assicurare un potenziale serbatoio di nuove e fresche forze alla sezione, ricucendo un rapporto di collaborazione e di stima, una volta vivo e poi assopitosi per alcuni anni, tra la prestigiosa scuola dell’Esercito e la nostra Sezione.

Per ultimo, un gradito apprezzamento è stato rivolto anche ai risultati conseguiti dal nostro sito internet che, proprio nei giorni scorsi, ha totalizzato oltre diecimila visite dal momento del suo avviamento avvenuto un anno e mezzo fa. Anche questo è un risultato di rilievo, indicativo della rinnovata vitalità della Sezione ANPdI di Napoli.

L’anno che sta per iniziare, quindi, si preannuncia denso di ulteriori positivi sviluppi per la Sezione ANPdI di Napoli (come anche per l’Associazione Nazionale, basti che proprio in questi giorni sono ripresi i lanci di addestramento da vettore militare, grazie all’impegno del Presidente Nazionale Gen. Fantini e la disponibilità dei vertici della Brigata Folgore e dello Stato Maggiore Esercito) e l’obiettivo di riportare la sezione di Napoli al posto che storicamente gli compete nell’ambito dell’Associazione Nazionale, non sembre più una chimera irrangiungibile.

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida
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Napoli, venerdì 27 novembre 2009: Presentazione del libro “Scintille – Una storia di anime vagabonde” di Gad Lerner.
 
 
 
 
 

Nella mattina di venerdì il nostro Presidente, par. Franco Esposito, è stato raggiunto da una telefonata del Gen. Maurizio Fioravanti, il quale lo avvisava che nel pomeriggio, ci sarebbe stata a Napoli la presentazione dell’ultima fatica letteraria del noto giornalista e scrittore Gad Lerner. Cerimonieri Luisa Cavaliere, presidente della Fondazione Rive Mediterranee e Antonio Valiante, vice presidente della Regione Campania.

Così, sia perchè l’indicazione del Gen. Fioravanti non poteva rimanere inevasa, ma anche perchè l’ANPdI Napoli apprezza sempre le occasioni culturali, nel pomeriggio ci siamo recati presso la sala “Armieri” di via Marina, in una delle sedi della Regione Campania, nella quale la Fondazione Rive Mediterranee ha organizzato un incontro con Gad Lerner per la presentazione del suo libro “Scintille. Una storia di anime vagabonde”.

Ci attendeva una sala affollatissima, a testimonianza dell’interesse suscitato dall’evento, con una platea formata da esponenti della cultura e del giornalismo napoletano, oltre che da semplici concittadini amanti delle buone letture di qualità.

Gad Lerner ci ha accolti personalmente e ha ricordato che nel corso della missione di pace UNIFIL in Libano, ha potuto viaggiare attraverso i suoi luoghi natii, protetto dagli uomini posti sotto il comando del Gen. Fioravanti.

Nel corso di questa esperienza, ha continutato il noto giornalista, ha potuto apprezzare le indiscusse doti umane del Comandante Fioravanti e dei paracadutisti serbandone, pur se a distanza di tempo, stima e rispetto.

Dal suo Blog “Il bastardo” del 17 settembre 2009:

“Ho conosciuto nel Libano del Sud i paracadutisti della Brigata Folgore, guidata all’epoca dal generale Maurizio Fioravanti. Lì sul campo mi fecero capire come il mestiere del soldato vada molto al di là della capacità di sostenere un combattimento.”

Un sentimento di amicizia evidentemente ricambiato dal Generale, al punto da prendersi il disturbo di avvisare noi di Napoli, sia pure all’ultimo momento, della bella iniziativa editoriale a firma di Lerner così da far rivivere un po’ del calore dei paracadutisti all’autore del libro in presentazione.

L’iniziativa è stata evidentemente molto gradita dal giornalista che, infatti, nel corso della conferenza ha più volte ricordato la figura del Gen. Fioravanti e ringraziato tutti i paracadutisti, additandoli come esempio di soldati di pace all’intera platea che seguiva con vibrante attenzione le belle parole spese dal relatore.

Gad Lerner, libanese di nascita ma italiano di adozione e di formazione professionale (per sua stessa esplicita ammissione, è fiero di sentirsi italiano) ha sottolineato che questo libro, a differenza di tutti i precedenti, non è stato scritto di getto in poche settimane ma raccogliendo esperienze ed emozioni personali che si sono susseguite nel corso di tutta la sua vita.

In questo scritto ha voluto rievocare il rapporto col padre e la storia della sua famiglia, suo malgrado raminga poiché travolta dagli eventi che hanno coinvolto l’intero popolo istraeliano negli ultimi cento anni.

Molti suoi parenti furono uccisi dai nazisti: Lerner ne ripercorre la storia e, attraverso essi, ripercorre la storia del suo popolo che, come anime vagabonde, vaga nell’intento ultimo di ritornare a casa.

Tra gli aneddoti raccontati dal Gad Lerner durante la presentazione del libro, molti sono gli episodi che lo vedono affiancato e protetto dai militari della Folgore ai comandi del Gen. Fioravanti e , tra questi, un gustoso muto faccia a faccia avuto con i militari israeliani attraverso i cancelli della “terra di nessuno”.

Da “Repubblica” del 19 giugno 2007, si riportano dei brani di un pezzo scritto da Gad Lerner proprio a seguito dell’esperienza libanese con i paracadutisti della Folgore al comando del Gen. Fioravanti, quali militari di pace UNIFIL, soldati certamente armati ma con precise regole di ingaggio per il solo scopo di autodifesa, che ben raccontano l’atmosfera che si respirava in quelle tormentate terre durante il suo viaggio:

Lerner: In Libano tra i soldati italiani. “Quei razzi lanciati dal nulla”

“Tante volte l’avevo guardata dalla parte israeliana questa frontiera insanguinata, la rete metallica dotata di telecamere che dal mare sale fino alle pendici del Golan. Mi tocca ora la sorte fortunata di percorrerla su una jeep con la bandiera dell’Onu, insieme ai soldati della patria che mi ha accolto, venuti a tutelare una pace precaria fra il Libano in cui sono nato e lo Stato ebraico dove s’è trasferita la gran parte della mia famiglia. È una strana emozione la gratitudine che provo qui, testimone del paradosso mediorientale. Quando il comandante generale della Folgore, Maurizio Fioravanti, mi mostra le rovine di Bent Jbail, teatro della battaglia più aspra dell’estate scorsa, e il carro armato israeliano trasformato in monumento alla resistenza Hezbollah, confesso che il primo pensiero è corso a Uri Grossman, il figlio di David e Michal, caduto qui l’ultimo giorno di guerra. Viene sempre istintivo dare un volto personale alla morte, anche se so bene che i caduti libanesi sono stati molti, molti di più. Le strade del Libano del Sud sono tappezzate dai ritratti dei martiri della guerra 2006, foto di ragazzi giovanissimi, poste accanto alle icone degli ayatollah Khomeini e Khatami e dello sceicco Nasrallah, il cui nome significa “vittoria divina”.
Ho visitato la base di Tebnine del nostro contingente Unifil, composto in larga misura di paracadutisti, nella giornata di domenica, nel mentre che misteriosi provocatori lanciavano pochi chilometri più a est, su Kiryat Shmona, i primi razzi Katyusha dalla fine del conflitto. Pochi minuti dopo al Manar, la tv degli Hezbollah, respingeva categoricamente la paternità di quell’impresa. Una solerzia inedita che testimonia la tenuta di un equilibrio di cui i nostri caschi blu non sono solo i garanti, ma i protagonisti decisivi.
Come non capire che qui, e forse in tutto il Medio Oriente, senza di loro sarebbe un macello? «Ogni giorno che passa senza guerra – mi dice il generale Fioravanti – è un passo in avanti prezioso». Verso quale direzione?
Nelle bianche strutture prefabbricate dell’Unifil risiede con i militari un diplomatico di lungo corso, l’ex ambasciatore a Beirut, Giuseppe Cassini. Sempre in movimento, fine conoscitore della politica libanese, dicono sia l’unico che può permettersi di entrare in tutti i campi palestinesi: compreso il più grande e insidioso, Ain el-Heloue, nella periferia sud di Sidone, dove oggi si è verificata un’esplosione misteriosa che ha fatto due morti. Perché inevitabilmente la missione Unifil, di cui il generale Claudio Graziano ha assunto a Naqoura il comando multinazionale, è al tempo stesso forza d’interposizione militare e missione diplomatica delicatissima.
Al pranzo domenicale, seduto di fronte a noi, partecipa anche un alto ufficiale sciita dei servizi libanesi, considerato un eroe per le vite che ha salvato durante la guerra del 2006. È una novità decisiva la presenza nel Libano del sud di ottomila uomini dell’armata nazionale, impensabile prima del dispiegamento di Unifil. Non fa una piega quando brindo anche a chi vive dall’altra parte della frontiera. Ma quando gli chiedo quali rapporti intercorrano fra l’esercito regolare e i miliziani di Hezbollah, risponde con stupore e fierezza: «Ma Hezbollah qui e’ il popolo!».
Altro che patto segreto fra governo italiano e Siria, per far finta di non vedere il riarmo del Partito di Dio in cambio dell’incolumità dei nostri. I parà li vedono eccome quei ragazzini di sentinella, appostati spesso in edifici diroccati, oppure di corsa sui motorini per trasmettere ordini e informazioni. Ma fa sorridere l’idea che da queste parti si possa o si debba rifiutare il dialogo con Hezbollah, cioè con coloro che amministrano città e villaggi. Tutti i giorni, ci si deve parlare. Siamo forse venuti per fare la guerra?
L’esercito italiano partecipa alla ricostruzione, collabora con le Ong, ci sono ufficiali dei parà incaricati di studiare progetti per l’illuminazione stradale, lo smaltimento dei rifiuti, l’acqua potabile, disponendo pure di un budget per i primi stanziamenti. C’è un piano per costruire un ospedale a Qana, il villaggio tristemente famoso per una strage. Altrimenti la pace sarebbe inimmaginabile. L’odio non è rivolto contro i soldati dell’Onu, ma resta il sentimento dominante. La recita di fine anno della scuola di Tebnine prevedeva bambini vestiti da miliziani che travolgevano altri bambini avvolti in bandiere israeliane.
 
 
 

… Mentre al nord l’esercito libanese vive il suo battesimo del sangue nel campo palestinese di Nahr el-Bared, al sud si gioca a scacchi la sfida più pericolosa. Subendo l’infiltrazione di attori sconosciuti: nessuno sa davvero chi abbia lanciato i Katyusha su Israele da Taibeh, nella zona posta sotto la sorveglianza del comando spagnolo. «Credo non sia un caso che abbiano sparato da un luogo vicino al fiume Litani, ripiegando presumibilmente subito a nord. Perché se gli Hezbollah li acciuffassero, finirebbero sgozzati», confida il generale Fioravanti.
Foto di commiato con il basco della Folgore. Ripercorro il paesaggio struggente del Libano meridionale, fra gli ulivi e i wadi ripidissimi in cui si celano ancora i bunker degli Hezbollah, verso Nabatiye e Sidone, per raggiungere una Beirut impaurita che ha rinunciato alla sua vita notturna. Ha senz’altro ragione il generale Fioravanti quando sostiene che ogni giorno di pace quaggiù e’ una conquista. Purché la diplomazia internazionale faccia in fretta a sciogliere il suo dilemma: è possibile garantire al tempo stesso gli interessi vitali della Siria, la sicurezza d’Israele e la sovranità del Libano? Oppure si tratta di un’impossibile quadratura del cerchio? Si sbrighino a provarci perché altrimenti questa pace provvisoria non reggerà a lungo gli agguati di chi la subisce come una minaccia.”
Grazie Sig. Generale Fioravanti, perchè ha saputo trasmettere al Dott. Lerner la vera essenza del militare italiano tipo, la base di quella Italian strategy così apprezzata da tutte le popolazioni civili convolte, loro malgrado, in eventi bellici.
Grazie Dott. Lerner, perchè ha saputo percepire senza pregiudizi gli ideali e i sentimenti dei nostri ragazzi che, nonostante i gravi pericoli cui si espongono e gli ovvi sacrifici familiari, continuano a sentire il dovere di concorrere alla pace nel mondo nell’unico modo possibile: quello di interporsi tra i belligeranti di modo da favorire un dialogo altrimenti impossibile.
 
 
 
 
 
 
F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida
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Napoli, sabato 21 novembre 2009: Giuramento del 222° Corso della Nunziatella.

Anche quest’anno, la Sezione dei paracadutisti A.N.P.d’I. di Napoli è stata invitata per la solenne cerimonia del giuramento della prima classe della scuola militare “Nunziatella” e numerosi sono stati i baschi amaranto intervenuti.

Una splendida giornata di sole ha salutato la città che si è svegliata in un clima quasi primaverile favorendo, se possibile, l’enorme afflusso di pubblico richiamato dall’annuale appuntamento.

Anche il palco delle autorità, nonostante le rilevanti dimensioni, appariva ai limiti della capienza. Tra gli altri, il capo di stato maggiore Gen. Valotto, il comandante delle Scuole dell´Esercito Generale di Corpo d´Armata Giuseppe Maggi, il comandante dell´Accademia militare di Modena Generale di Corpo d´Armata Roberto Bernardini, il Prefetto Alessandro Pansa, il sindaco di Napoli Iervolino.

La cerimonia, come sempre officiata dal Comandante della scuola, attualmente il Col. Troise (NDR: del quale è stata riportata una biografia nelle pagine di questo sito dedicate agli inviti, alle comunicazioni ed agli avvisi), si è svolta nella grande piazza Plebiscito, naturale cornice d’eccezione di ogni avvenimento veramente importante per Napoli.

Ed anche quest’anno, la città ha risposto fiera di questo “fiore all’occhiello” tra le istituzioni site sul suolo comunale dedite alla formazione giovanile.

Sembrerebbe il solito copione che da ben 222 anni si ripete sempre uguale.

Invece, quest’anno segna una svolta nella storia del “rosso maniero”, come gli stessi allievi amano denominare l’edificio che ospita la scuola di Pizzofalcone.

Da quest’anno, infatti, anche le ragazze sono state ammesse al concorso e in 250 si sono presentate alle selezioni.

Eccole schierate in prima fila, perfettamente inquadrate nella grande formazione militare che alle 10,00 in punto di un dolce sabato mattina napoletano, per molti da dedicare all’indolente rito dello struscio, avanzare impettite ed orgogliose della loro scelta.

Chissà quali ansie avranno avuto i loro genitori, ma certamente quanto orgoglio! Di certo sono persone veramente speciali perchè se è facile e talvolta scontato seguire il solco già tracciato da altri, ben più coraggio ci vuole per essere pionieri.

La batteria tamburi si fa notare con la consueta e nota marcetta e, a seguire, anche la banda dell’esercito, ben più fornita strumentalmente, fa ingresso nel piazzale.

Oggi è proprio una giornata all’insegna del rosa: anche la banda dell’esercito, molto apprezzata dal pubblico presente, è stata diretta da una donna!

Sul piazzale schierate anche due compagnie del Comando Raggruppamento Unità Addestrative di Capua, una del 17° RAV “Acqui” e una del 47° RAV “Ferrara”.

Gli applausi si sprecano e sottolineano l’ingresso di ogni squadra o plotone che andrà a formare il grande schieramento previsto per la cerimonia.

Anche gli ex allievi sono presenti, con il loro caratteristico berretto “a due pizzi”, come sempre numerosissimi. Alcuni addirittura con figli al seguito.

E’ bello vedere dei papà che trovano naturale partecipare a quest’evento con i loro piccoli. Sicuramente, stanno trasmettendo loro gli ideali di attaccamento alle istituzioni che a suo tempo li vide allievi della Nunziatella.

Tra gli ex allievi, una nostra “vecchia conoscenza”: il nostro attuale Presidente Nazionale Gen. Giovanni Fantini, allievo del corso dell’anno 1959. Esattamente cinquant’anni fa.

Compiuto lo schieramento, il Comandante Troise fa il suo discorso. Si vede che già nutre sincero attaccamento ai suoi nuovi studenti. Nelle sue parole, da ex allievo qual’è stato negli anni 1980-1983, si legge bene l’emozione di chi sa cosa vuol dire affrontare una tale avvenura nel pieno dell’adolescenza, età notoriamente difficile, ma anche di chi intende con determinazione e passione far sbocciare nei ragazzini che nelle settimane scorse hanno cominciato ad affollare le aule e i dormitori del primo anno, i tratti caratteriali degli uomini e delle donne che saranno per il resto della loro vita.

Certo, l’ingresso delle ragazze non deve essere stato indolore. Prova ne è stato un lieve accenno di fischi per contestare, da parte uno sparuto numero di ex allievi, la ferma disposizione in ordine all’abolizione degli scherzi goliardici più spinti, nella doverosa preoccupazione del Comando scuola del benessere delle allieve e per la grave responsabilità assunta dal Comandante nei confronti delle giovani a lui affidate dai genitori.

Noi ci sentiamo di dissentire da queste contestazioni essendo convinti che la moderazione nella goliardia, che certamente non scomparirà se non nei modi più pecorecci,  non causerà minore affiatamento tra gli allievi né snaturerà lo spirito della scuola.

A questi contestatori, si deve ricordare che il progresso non si può fermare e, volenti o nolenti, tutti dovranno accettare negli anni a venire la possibilità di avere un Capo di Stato Maggiore donna.

Come al solito, il momento del giuramento ha emozionato più d’un presente.

Alle parole della formula di giuramento pronunciate dal Col. Troise, hanno risposto all’unisono tutti gli allievi giurandi “LO GIURO”, sancendo definitivamente una scelta che li porterà a vivevere nei prossimi tre anni, sino al diploma di maturità, tra le mura della scuola militare di Pizzofalcone.

E’ la volta del Capo di Stato Maggiore Gen. Valotto che pure ha sottolineato l’alto valore della scuola militare Nunziatella e di come gli allievi di oggi saranno i professionisti di domani, nei più disparati campi civili o militari, spesso in ruoli chiave o di prestigio così come da sempre è stato e sempre sarà.

Come d’abitudine, la parola viene data anche ad un ex allievo del 172° corso:  quello cioè dell’anno 1959. E nelle sue parole, che richiamano quelle a suo tempo ascoltate dall’anziano dell’anno 1909, si scorge tutta la storia della Nunziatella, oggi giunta al 222° anno di storia.

Analogamente, il rituale “passaggio della stecca” tra l’anziano e il cappellone, atto altamente simbolico, è espressione di continuità tra i vari corsi che nei decenni si avvicendano, perchè è nella continuità delle tradizioni che si possono affrontare le sfide dell’incognito futuro senza perdere la giusta rotta.

Cambiano i tempi e le uniformi degli allievi, si evolvono i mezzi di trasporto e quelli di comunicazione e sui banchi non ci sono più i fori per i calamai ma sempre più spesso i pc notebook, tuttavia gli ideali di cui si nutrono i piccoli allievi della scuola militare Nunziatella non cambiano mai e la loro essenza continua ad aleggiare tra le aule e i dormitori del rosso maniero.

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida
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Navelli (AQ), giovedì 30 luglio 2009: Breve visita al campo dei volontari dell’A.N.P.d’I.:

Approfittando di un breve viaggio che mi ha portato sino alla costa adriatica abruzzese, ho deciso di rientrare a Napoli allungando un po’ il percorso, passando dall’Aquila attraversando il traforo del Gran Sasso, e viaggiando per le zone terremotate discendendo, via via, sino a Navelli.

Procedo per le zone tristemente famose di Paganica ed Onna che mostrano ancora le ferite del sisma, e vedo che si stanno approntando le casette prefabbricate in legno per consentire alle popolazioni ancora sprovviste di vere case di poter trascorrere il prossimo inverno in una situazione di maggiore confort rispetto alle tende.

Sulla strada, tanti i mezzi dei VV.F. in movimento.

Giunto al campo di Navelli verso le 18,30, e “presentatomi” in tenda comando, sono stato ricevuto dal capo campo Arlandini della sezione di Monza.

E’ una “vecchia conoscenza” in quanto era presente anche lui durante il periodo di servizio dei volontari A.N.P.d’I. della sezione di Napoli nelle settimane immediatamente a valle del terremoto.

Arlandini, mi ha presentato agli altri commilitoni presenti, tra i quali Manuel Aquila fondatore del gruppo facebook “Basco Amaranto”, oltre che ai ragazzi in forza all’Esercito quali responsabili della famosa, anzi famigerata, cucina da campo a gasolio.

Al campo, oramai, si respira un’aria tranquilla ben diversa da quella concitata ed operosa esistente nei momenti critici a valle dell’evento sismico di metà aprile.

Nelle tende, quasi tutte vuote, sono ospitate solo tre famiglie ed il personale del campo “Gesso 4” di Navelli è impegnato, di fatto, ad assolvere compiti di supporto logistico per il restante personale operante presso il COM6.

Fattasi l’ora dell’ammaina bandiera, Arlandini mi invita a partecipare alla quotidiana cerimonia inquadrato nello schieramento, dicendomi che sarebbe un onore la mia presenza nello schieramento.

Ragazzi, ma scherziamo? Sono io ad essere onorato!!!

La cerimonia dell’ammaina bandiera, come quella mattutina dell’alza bandiera, è sempre un “tuffo al cuore” e non posso non rilevare che anche se non ci sono praticamente più gli “occhi indiscreti” degli spettatori civili, nel campo non si sono perse le buone abitudini.

In effetti, questa è la vera forza di chi la Patria la sente nel sangue e, quindi, non rileva se è da solo o se è con altri per fare le cose in una certa maniera. Sono sentimenti intimi che prescindono l’apparire ma costituiscono l’essere.

Le due bandiere, quella col vessillo della Folgore ed il Tricolore, vengono ordinatamente ammainate e salutate dalla piccola squadra di militari E.I. e di volontari A.N.P.d’I. presente che la salutano sugli attenti e col tradizionale grido “FOLGORE!”. Poi vengono ripiegate e scortate sino in tenda comando marciando “per angoli retti”.

Nonostante vorrei fermarmi un po’ di tempo in più, sono consapevole che i chilometri sino a Napoli sono ancora tanti e, dovendo ancora attendere ad improcrastinabili ulteriori incombenze di lavoro entro la serata, non posso che congedarmi dal bravo Arlandini e dagli altri amici e riprendere la mia strada.

Però, valeva la pena fare i tanti Km in più per questa deviazione.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida
 
 
 
 
 
 
 

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Navelli (AQ), domenica 26 aprile 2009 – domenica 03 maggio 2009: La prima squadra dei volontari A.N.P.d’I. di Napoli è al lavoro.

Domenica 26 aprile 2009 è il giorno previsto per l’arrivo della prima squadra dei paracadutisti A.N.P.d’I. di Napoli, volontari presso il campo tende degli sfollati di Navelli (AQ).

Navelli - veduta aerea del campo A.N.P.d'I.

Navelli – veduta aerea del campo A.N.P.d’I. – foto Papagni in esclusiva per http://www.congedatifolgore.com

Navelli, delizioso paesino arrocato su una collina in provincia dell’Aquila, si raggiunge da Napoli in circa tre ore d’auto, percorrendo l’autostrada Napoli – Roma sino a Caianiello, quindi proseguendo per Venafro, Castel di Sangro, Roccaraso, Sulmona, Popoli e quindi proseguendo per alcuni km in direzione dell’Aquila. La prima squadra di Napoli consta dei seguenti volontari: Francesco Contemi, Vincenzo Di Guida, Maurizio Marletta, Antonio Perleonardi, Salvatore Vinciguerra, Marco Vitolo (quest’ultimo poi offertosi volontario e distaccato in un lontano comune onde portare avanti, praticamente da solo, la cucina per circa 100 persone).

Uno scorcio del paese di Navelli (AQ)

Uno scorcio del paese di Navelli (AQ)

Tutti i citati volontari sono paracadutisti brevettati o abilitati al lancio militare, così come richiesto nella lettera di attivazione a suo tempo inviata a tutte le Sezioni dell’Associazione dei paracadutisti A.N.P.d’I. La razio, come ci è stato spiegato in seguito, è stata di prevedere l’impiego di elementi di comprovata volontà, affidabilità e autodisciplina in ordine all’espletamento di compiti duri e spesso ingrati (corvee per lavaggio pentolame, pulizia bagni, movimentazione terra, etc.), roba di ordinaria e quotidiana amministrazione per il mantenimento della vivibilità del campo.

Foto ricordo con i volontari di Goceano (SS), Livorno, Milano

In effetti al campo, poco o nulla servono persone che non siano totalmente disponibili a spaccarsi la schiena o a “sporcarsi le mani” per 18 ore al dì e sette giorni consecutivi e, bisogna riconoscerlo, di norma i damerini ed i lavativi non allignano tra i paracadutisti…!

Al campo difatti, tranne qualche rara eccezione, sono tutti parà e per alcuni ci sono addirittura trascorsi da legionario o da incursore.

Gli amici incursori Mario Serboli (Livorno) e Gianfranco Cuguttu (Sassari)

Venendo alla nostra missione, siamo giunti al campo sportivo di Navelli verso mezzogiorno e subito abbiamo potuto notare l’ordine e la pulizia esistente oltre la laboriosità di tutti i volontari (la normale forza consta di circa 30/35 volontari).

Immagini dalla digitale 003

Siamo stati accolti molto calorosamente dai fratelli paracadutisti di tutta Italia che erano già in servizio presso la tendopoli e, in particolare, bisogna ricordare Alberto Vezzoli, Franco Falzone e la sua metà Sig.ra Luisa, infaticabile segretaria e, all’occorrenza, coordinatrice e sostegno morale per volontari e residenti.

Il campo consta di circa una quarantina di tende “ministeriali” oltre tre tende di tipo pneumatico e svariati containers e risulta crocevia di ogni possibile Corpo dello Stato (Forze Armate, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Croce Rossa, Guardie ecozoofile, etc. etc.) con i quali abbiamo collaborato sempre profiquamente, guadagnando grandi attestatizioni di stima ed ammirazione.

I Vigili del Fuoco che ci hanno aiutato in alcune operazioni di sterro

Funzionalmente, è di competenza del campo anche la gestione di un grosso magazzino prefabbricato, a suo tempo posto sotto sequestro, oggi utilizzato per stoccarvi viveri e merci per questa emergenza.

Una postazione di lavoro al "magazzino superiore"

Appena entrati, è possibile scorgere il palo portabandiera, che oltre il tricolore fa sventolare il vessillo della Brigata Folgore (sottolineando che questo NON E’ un campo qualunque e che in esso si coltivano i sentimenti di Patria, Onore e senso del dovere, oltre che di attaccamento alle Istituzioni Militari). Alla base del palo, spicca un grande scudetto fatto di pietre che, meticolosamente scelte e posate (poi, addirittura, colorate una ad una), riproduce come un basso rilievo il simbolo della Brigata Folgore.

Il piazzale col palo portabandiera e con il vessillo della Folgore

Il piazzale col palo portabandiera e con il vessillo della Folgore

In effetti il campo, per ragioni di riscontrabile efficienza, è giustamente gestito alla maniera militare ma tale aspetto risulta “trasparente” alle popolazioni sfollate, se non per le cerimonie di alza ed ammaina bandiera.

Il momento dell'alzabandiera

Il momento dell’alzabandiera

L’accampamento è, inoltre, provvisto di posto medico avanzato oltre che di cucina da campo a gasolio posta su rimorchio e, attualmente, di due moduli shelter attrezzati a servizi igienici, risultando così del tutto autosufficiente.

L'ampia tenda mensa allestita dai VV.FF.

Una volta adempiuto alle personali incombenze burocratiche di registrazione, ci viene assegnata la tenda e ci vengono consegnate le uniformi ad alta visibilità che, indossate sopra le mimetiche, concorreranno a salvaguardare la nostra incolumità durante le lunghe e faticose ore di lavoro che ci attendono.

L'interno della nostra tenda

A completamento della dotazione vestiario, oltre a pantalone, magliette, giacca, viene dato anche un’indispensabile giaccone ed un’incerata.

In effetti, le condizioni meteo del posto, tutt’altro che clementi (pioggia battente, vento, nevischio notturno e vento gelido), ha giustificato tutto quanto consegnatoci.

Infine, viene consegnato il materiale lettereccio (cuscino, federa, due lenzuola, due coperte pesanti) e finalmente possiamo entrare nella tenda che è stata assegnata all’A.N.P.d’I. Napoli.

Il vessillo preparato da Antonio Perleonardi e, alle spalle, la nostra tenda

Il vessillo preparato da Antonio Perleonardi e, alle spalle, la nostra tenda

Tutta l’operazione di cui sopra, svolta con efficienza e professionalità dal piccolo (ma solo di statura poichè è un grande tra i volontari) Antonio Semeraro, fa rivivere il momento dell’incorporamento all’atto dell’arruolamento militare.

Fattasi l’ora di pranzo, viene deciso di passare per l’enorme tenda mensa onde consumare il nostro primo pasto, prima di iniziare concretamente il nostro impiego.

Verso le 14,30 si cominicia.

Vale la pena di precisare quali sono le funzioni del Campo di Navelli affidato ai paracadutisti.

Esse constano nel ricovero di circa 250 sfollati del vicino paese e nella gestione del magazzino viveri e vestiario, materiali di pulizia ed igiene personale, per tutti gli accampamenti di competenza del C.O.M. 6 (Centro Operativo Misto).

E’ quindi necessario attendere a tutte le funzioni tecniche e logistiche per fornire i servizi di accoglienza agli sfollati ivi residenti, oltre a quelle funzioni di accettazione, selezione, smistamento e consegna degli aiuti umanitari contenuti nei containers, a favore delle popolazioni colpite dal sisma.

Tra le prime funzioni ricadono l’allestimento delle tende, la creazione e la manutenzione di tutti i servizi e gli impianti comuni e di tenda, la pulizia del campo (compreso i bagni, la cucina e la mensa), il servizio di vigilanza notturna, la distribuzione pasti, etc. etc.

Come qualcuno ha detto, per un paracadutista si tratta di impieghi non molto eroici ma assolutamente indispensabili per la ordinaria e quotidiana vita al campo. Anzi, va sottolineato che tali antipatiche incombenze sono la regola per tutti i volontari che si avvicendano al campo ed è commovente vedere parà veterani dell’Iraq o dell’Afghanistan, talvolta addirittura Sottufficiali, che attendono alla pulizia delle latrine con assoluta dedizione, consci che il loro lavoro è oggi altrettanto importante come quello svolto da incursori solo poco tempo addietro.

La postazione del lavaggio pentolame tanto "cara" a Francesco Contemi

Tra le seconde funzioni sono ricomprese la  movimentazione e la registrazione dei materiali e dei viveri in entrata ed uscita, la selezione per categorie, la cernita dei viveri sulla base delle date di scadenza, etc. etc.

Anche per queste attività, quindi, nulla di eroico.

Veniamo subito immediatamente immessi nel vivo delle operazioni e, non essendo ancora inseriti nei turni delle comandate (cosa che avverrà sin dalla notte con i primi turni di guardia), assegnati ad aiutare a smistare i contenuti dei containers e dei magazzini.

La cernita del vestiario in transito

La cernita del vestiario in transito

A questo punto, vale la pena ricordare come si svolge una giornata tipo al campo di Navelli.

Un raro momento di sole e di relax

La giornata inizia alle ore 06,30 con la sveglia (ovviamente per chi ha la fortuna di non essere stato nell’ultimo turno di guardia della notte precedente nel qual caso … si procede ad oltranza senza alcuna “franchigia igienica”).

Dalle ore 07,00 è possibile consumare la colazione.

Ore 08,00, invariabilmente, alzabandiera con canto “a gran voce” dell’Inno di Mameli da parte dei volontari inquadrati nel piazzale.

Alle ore 08,05 la prima riunione (briefing) della giornata: si assegnano i compiti ed i servizi per la mattina (essenzialmente i turni di pulizia del campo e dei locali igienici).

Le operazioni mattutine proseguono sino alle ore 13,00 quando inizia la pausa per il pranzo. A questo proposito, c’è da dire che la precedenza alla distribuzione pasti viene data ai civili per cui non è raro pranzare dopo delle ore 14,00.

Dalle ore 14,30 iniziano le operazioni pomeridiane, simili a quelle mattutine, che si protraggono sino al momento dell’ammaina bandiera alle ore 18,00 (orario poi portato alle orpe 19,00 per consentire a coloro che vengono distaccati al magazzino prefabbricato di poter rientrare e partecipare alla cerimonia).

Dalle ore 20,00 è distribuita la cena ma, dovendo cedere il passo ai civili, non è raro cenare dopo le ore 21,00.

Verso le ore 22,30 viene fatta la seconda riunione della giornata nella quale, sostanzialmente, si stabiliscono i turni di guardia notturni e quelli per la corvee di lavaggio pentole e stoviglie in cucina del giorno seguente.

Uno scorcio della tenda adibita a sede per il brefing serale

Solo verso le 23,00 si può godere, per chi non è di servizio, un attimo di pausa ma non sono pochi a rinunciarvi presi dalla stanchezza accumulata durante le lunghe ore di pesante lavoro svolto nel corso della giornata.

Dalle ore 00,00 alle ore 02,00 si attua il primo turno di guardia notturna e così, di due ore in due ore, si procede senza soluzione di continuità sino alle ore 06,00 del mattino seguente. Durante i turni di guardia notturna, si monta la guardia al varco carraio per il controllo degli ingressi e si compiono frequenti giri di ispezione al perimetro interno della recinzione del campo e nei corridodi tra le tende, al fine di evitare possibili intrusioni di sciacalli (episodi che, proprio grazie alla stretta viglilanza istituita, non sono mai avvenuti nel campo di Navelli). Frequenti sono anche le visite di pattuglie di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e di macchine del Corpo Forestale dello Stato, per cui tra i controlli degli accessi al varco, i giri di ispezione ed un caffè consumato con i colleghi delle Forze dell’Ordine, il turno passa velocemente.

Il campo A.N.P.d'I. di Navelli è operativo anche di notte

Quanto sopra, ovviamente, viene assicurato con qualunque tempo atmosferico (nella settimana testè trascorsa ha sempre piovuto, spesso a dirotto, e di notte ha pure nevicato…).

Nel dettaglio, il contributo che la prima squadra dei paracadutisti di Napoli ha lasciato in eredità tangibile, al di là dei normali e quotidiani servizi di corvee pulizie (locali igienici, pentolame, mensa, campo) o di servizio di guardia notturna, è consistito:

– nel completamento dell’installazione del ponte radio asservito alle comunicazioni di tutti gli apparati ricetrasmittenti (fissi, mobili, portatili) esistenti nella vasta area territoriale di competenza del C.O.M. 6, con netto miglioramento dei parametri operativi di copertura;

Operazioni sul ponte radio asservito a buona parte del C.O.M. 6

– nell’adeguamento delle fognature del campo sportivo, con la ideazione (all’impronta) e la costruzione di un nuovo ramo fognario asservito all’area della cucina da campo che sversava a cielo aperto i residui ed i liquami del lavaggio pentole, con potenziale grave rischio igienico. E’ da sottolineare che il nuovo ramo è stato realizzato nel pieno rispetto delle attuali normative di fognatura in ordine a diametro di tubi e pozzetti, sifoni ispezionabili, etc. etc,.;

Un momento dei lavori per l'adeguamento fognario del campo

– nell’istituzione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti della mensa, in ossequio alle disposizioni del Sindaco, pur se in una situazione obiettivamente, di emergenza;

– nella ideazione e costruzione di casellario postale capace di 45 posisioni (una per tenda), giacchè anche il servizio postale in entrata ed in uscita è stato affidato alla nostra gestione dal Sindaco;

Il casellario postale realizzato completamente con materiali di recupero

– nella ideazione costruzione  di scaffalature lignee interne ai containers in dotazione al campo, di modo da consentire un più razionale sfruttamento dello spazio interno;

Un momento della costruzione delle scaffalature

– nella manutenzione della cucina da campo con la sostituzione del tubo di scarico dei fumi avvenuto sabato pomeriggio (abbiamo fatto aprire apposta un grosso rivenditore di ferramenta per poter prelevare il necessario ricambio…);

La vista laterale della cucina da campo dell'E.I.

– nella ideazione e costruzione di due grandi vasche per il lavaggio pentolame, munite di scarichi sifonati con regolare recapito in fogna (grazie agli amici Bruno ed Angelo, risp. sezione Monza e Bari, per l’indispensabile aiuto materiale);

La realizzazione dei nuovi vasconi per il lavaggio pentolame

– nella posa in opera di svariati teli di riparo per gli addetti ai servizi di lavaggio pentolame (come già detto, ha quasi sempre piovuto se non diluviato);

– nella ideazione e costruzione di una capiente scaffalatura lignea che ha consentito di razionalizzare la farmacia della tenda ove è stato approntato il Posto Medico Avanzato;

Uno scorcio della tenda medica prima di dotarla della nuova scaffalatura

– nella progettazione di una nuova linea di adduzione idrica asservita a postazione di lavandino sanitario da apporre nella tenda ove è sito il Posto Medico Avanzato, e sulla quale si è ritenuto di prevedere l’adozione di un particolare filtro gentilmente fornito dall’Università di Pavia.

Quanto sopra, è bene evidenziarlo, è stato fatto per lo più con materiali di recupero con uno spirito che ben può essere sintetizzato col seguente motto: “se non hai a disposizione quanto ti serve, recuperalo o inventalo”.

In effetti, abbiamo vissuto una esperienza a metà strada tra M.A.S.H. (in termini di goliardia sempre presente in accampamento, con una non meglio identificata “miracolosa” medicina di produzione sarda prescritta e personalmente somministrata a piccole dosi dal medico par. Paolo Cuguttu), il “sottomarino rosa” (per quanto ha riguardato lo spirito di adattamento e di reperimento di materiali e ricambi, pur di far funzionare le cose…), ed i lavori forzati (per la qual cosa, nel caso fossimo in futuro condannati per qualche rilevante reato, siete avvisati: abbiamo preventivamente già scontato la pena!).

Un momento di alacre lavoro manuale

Ed in effetti, i momenti liberi sono stati davvero pochi e possono essere riassunti ad un paio di uscite di un’oretta ciascuna, la prima per visitare la parte storica del paese di Navelli:

Una breve visita al caratteristico paese di Navelli

e la seconda per andare a prendere un caffè degno di questo nome (al campo era orribile…) con una marcia di un paio di km che nonostante qualche doloretto ai piedi, veniva fatta in letizia e con spirito:

Marcia per il caffé. Al centro l'ex legionario Salvatore.

L’attività, frenetica e senza sosta, la fatica e qualche vescica ai piedi prodotta dagli anfibi portati per tante ore ogni giorno, ha visto però anche momenti gratificanti come la visita del Generale Maurizio Fioravanti che si è complimentato vivamente con tutti i presenti per la conduzione del campo, a suo dire tra i migliori dell’intera zona, elargendo molti sinceri abbracci (specie ai componenti della Sezione di Napoli, a lui particolarmente cara) e decidendo di consumare allo stesso tavolo dei volontari il pranzo.

Il Gen. Fioravanti visita la nostra tenda e firma la nostra "bandiera di guerra"

Il Gen. Fioravanti visita la nostra tenda e firma la nostra “bandiera di guerra”

Il fraterno abbraccio del Generale Maurizio Fioravanti

Insomma, a parte la fatica per le tante operazioni effettuate a forza di braccia (non crederete mica che lo scavo dei fossati per il drenaggio o per l’individuazione del preesistente impianto fognario – il cui percorso è sconosciuto all’Ufficio tecnico del Comune – sia stato fatto con un escavatore o che il carico / scarico di interi tir di arancie o latte sia stato fatto con i muletti eh?) e per i turni di lavoro da 18 ore (oltre i servizi notturni per chi, a turno, ne era interessato), si è vissuta una gratificante esperienza umana la cui utilità è stata sottolineata dalle lacrime del sindaco di Navelli, dott. Federico, nel corso di un improvvisato e breve discorso di ringraziamento tenuto durante il pranzo del primo maggio, e dai tanti sguardi di gratitudine che quotidianamente abbiamo ricevuto dalla popolazione residente.

Un'istantanea con i colleghi di Bari nel corso del pranzo del 1° maggio

Inoltre, ed è un altro risultato non da poco, durante le tante attività operaie svolte, non si sono mai riscontrati incidenti, a riprova della professionalità e competenza di chi, volta per volta, attendeva direttamente al coordinamento dei lavori, nonostante gli evidenti limiti di mezzi e la conseguente necessità di dover inventare procedure di lavoro ad hoc, in una situazione evidentemente precaria ed in continuo mutamento evolutivo.

Quanto sopra, per chi legge e non ha vissuto la realtà di una tendopoli per sfollati, sembra tanto e, praticamente, sembra quasi che abbiamo fatto tutto noi della prima squadra di Napoli ma, assicuriamo, è solo una goccia nel mare delle tante cose quotidianamente necessarie per assicurare una minimale vivibilità e i molti volontari presenti, provenienti da tutta Italia, hanno atteso ad altre incombenze egualmente importanti ed irrinunciabili.

In effetti, tantissimo abbiamo già trovato realizzato da coloro che ci hanno preceduto (non osiamo pensare a tutto il lavoro occorso per la realizzazione del campo nei primi giorni) e altrettanto molto rimarrà in futuro da fare per manutenere, migliorare ed integrare l’esistente.

Domenica 3 maggio, verso ora di pranzo, è arrivata la seconda squadra di volontari da Napoli e così abbiamo lasciato a loro in eredità tenda ed alcune incombenze che, solo per mancanza di alcuni materiali non pervenuti a tempo, non abbiamo potuto soddisfare.

Siamo certi che porteranno avanti come e meglio di noi il lavoro (sappiamo, ad esempio, che sono attualmente al lavoro per la creazione di nuove docce e per realizzare percorsi sicuri per le tubazioni di adduzione del gas GPL di alimentazione di alcune piastre di cottura necessarie per la cucina), riscuotendo pari se non migliore consenso da parte della sfortunata popolazione abruzzese. 

Per sempre porteremo con noi i sorrisi dei bambini di Navelli

Sappiamo di non essere originali dicendo che siamo tornati alle nostre famiglie ed al nostro lavoro ma che una parte del cuore e dei nostri pensieri è rimasta tra i fratelli paracadutisti nel campo di Navelli.

 

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. Vincenzo Di Guida

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Capua (CE), lunedì 29/12/2008: Lanci di addestramento del 186° Rgt. Folgore.

Solo domenica mattina 28 dicembre 2008 si è avuta la conferma che il giorno successivo, lunedì  29/12/08, il 186° Reggimento Folgore provvisoriamente di stanza a Caserta, avrebbe tentato di effettuare gli ultimi lanci di addestramento dell’anno.

Il motivo dell’incertezza, oltre ai numerosi impegni del Reggimento in ordine alla ben nota e meritoria operazione “strade sicure”, era di natura metereologica.

Dunque, come previsto, alle ore 08,30 punto di ritrovo presso l’area di servizio “S. Nicola”, subito dopo la barriera dei caselli di Caserta sud sull’autostrada Napoli-Roma dir. verso Roma.

Giusto il tempo per un caffè e poi via, verso la Z.L. (Zona Lancio) comunicataci dal Comando Reggimento.

Giunti a Capua, ci inoltriamo in alcuni sentieri poderali ma, non del tutto inaspettatamente, un profondo specchio d’acqua ben presto ci sbarra la strada costringendoci a lasciare le auto private (no, sfortunatametne non siamo su un VM e le nostre auto non potranno mai superare la profondità di circa 80cm d’acqua che è invade il sentiero per l’intera larghezza).

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Il profondo allagamento che ha sbarrato la via alle auto.

Animo, si procede a piedi.

Più facile a dirsi che a farsi, visto che le abbondanti pioggie ed il continuo transito di trattori agricoli hanno reso anche il prosieguo a piedi non molto agevole.

Il fango è dappertutto e si affonda, in alcuni casi, sino alla tomaia degli anfibi (qualcuno ci ringrazierà per essere stato avvisato di venire in tenuta da lancio e non in divisa sociale…).

Giunti in Z.L. incontriamo i commilitoni del 186°, deputati al controllo delle condimeteo a terra. Dalle loro occhiate (oltre a tutto il vento già avvertito nel corso della piccola marcia di avvicinamento), capiamo che difficilmente verrà dato il via libera al decollo del Dornier dal vicino aereoporto di Grazzanise.

Attendiamo, attendiamo, attendiamo.

Attendiamo ancora ma il vento ora tende ad affievolirsi, ora rinfresca e – addirittura – alcune raffiche raggiungono e superano i 15 nodi.

Alla fine, come ovvio, arriva l’ordine di “spiantare gli strumenti”.

Il lancio è soppresso e, almeno per oggi, si torna a casa con un nulla di fatto.

Peccato perchè la Z.L. è immensa (a confronto, la Z.L. di Pontecagnano è un fazzoletto…), del tutto sgombra da ostacoli, ed è davvero molto invitante: sembra un enorme e sofficissimo materasso verde.

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Gli irriducibili (manca il par. Carlo Trapani che ha scattato la foto)

Sarà per la prossima volta ma, come i più esperti sanno, il paracadutismo è anche questo: si fa sul campo.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida
 
 
 
 
 
 
 

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Livorno, sabato 25 ottobre 2008:

Il racconto della festa della Brigata Folgore vissuta dal nostro socio par. Carlo Trapani.

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(Fonte: par. Carlo Trapani).

Pubblicazione a cura de:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida
 
 
 
 
 
 
 

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Napoli, sabato 22 novembre 2008:

XI Giuramento solenne degli Ufficiali del Corpo Militare CRI.

Sabato 22 novembre u.s. si è svolto presso il prestigioso Circolo Ufficiali della Marina Militare di Napoli sito in via Cesario Console, l’XI Giuramento Solenne degli Ufficiali del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.
Alla presenza dell’Ispettore Nazionale del Corpo Militare CRI Col. Roberto Orchi e del Presidente Regionale della Campania della CRI Prof. Dott. Oreste D’Auria 20 Ufficiali, alcuni dei quali già soci U.N.U.C.I. ed A.N.P.d’I., inquadrati nel fastoso salone del Circolo Ufficiali della M.M., hanno giurato fedeltà alla Repubblica in una Cerimonia solenne con lo schieramento della Bandiera Nazionale.
La Cerimonia è iniziata alle ore 10,00 con l’inquadramento degli Ufficiali Giuranti e l’entrata della Bandiera Nazionale del Corpo Militare CRI, giunta appositamente da Roma per la solenne occasione.

La compagnia dei 20 ufficiali giuranti con al centro i vertici CRI

Tra i presenti, il Presidente della Circoscrizione Regionale U.N.U.C.I. della Campania, Generale C.d’A. Franco de Vita e il Vice Presidente Contrammiraglio Angelo Capelli, che ha fatto da trait d’union tra il Comando della Marina Militare e quello del X Centro di Mobilitazione CRI, oltre una piccola delegazione di Ufficiali della Sezione U.N.U.C.I. di Napoli.
Inoltre hanno preso parte all’evento alcuni paracadutisti della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli capeggiati dal Presidente par. Franco Esposito ed accompagnati anche dal Vice Presidente Col. par. Loris Arelli.
L’intera manifestazione è stata coordinata dal Comandante del X Centro di Mobilitazione della Campania, Ten. Col. Luigi Grosso.
La compagnia degli Ufficiali Giuranti è stata comandata dal Cap.no Com. Gennaro Fiscariello, Ufficiale del Corpo Militare CRI e Segretario Generale della Circoscrizione U.N.U.C.I. della Campania al quale, durante la Cerimonia, è stato tributato dall’Ispettore Nazionale del Corpo Militare CRI, un inaspettato encomio.

(Fonte: Cap.no CRI Gennaro Fiscariello).

Pubblicazione a cura de:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida
 
 
 
 
 
 
 

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Napoli, sabato 15 novembre 2008:

Giuramento del 221° corso della Nunziatella.

Alla presenza dell’Onorevole Guido Crosetto, Sottosegretario di Stato alla Difesa, del Generale di Corpo d’Armata Fabrizio Castagnetti, Capo di Stato Maggiore della Difesa, del Generale di Corpo di Armata Angelo Dello Monaco, Comandante delle Scuole dell’Esercito, del Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e di tutte le altre massime autorità civili e religiose, hanno giurato fedeltà alla Repubblica gli allievi del 221° Corso della Scuola militare “Nunziatella”.

La Bandiera di Istituto della Nunziatella

La Bandiera di Istituto della Nunziatella

La piazza Plebiscito, splendida cornice dell’evento, era stracolma di gente con l’enorme palco delle Autorità, inframmezzato alle grandi tribune dei familiari degli allievi, fronteggiante il palazzo Reale.

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Il palco delle Autorità

Presenti anche le Associazioni d’Arma, tra le quali quella dei Paracadutisti A.N.P.d’I. di Napoli guidata dal suo Presidente par. Franco Esposito, che hanno partecipato attivamente alla manifestazione.

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La formazione dei labari delle Associazioni d’Arma

Proprio parlando dei paracadutisti, tra i reparti schierati, bisogna sottolineare la presenza di una rappresentanza di una Compagnia di personale della Folgore che in questi giorni sta partecipando alle operazioni “strade sicure”. La sua presenza, oltre a colorare la piazza Plebiscito di amaranto, si faceva notare anche per il caratteristico grido “FOLGORE!” che dai suoi componenti si levava forte ad ogni “presentat arm”.

I militari della Folgore

I militari della Folgore

Inoltre erano presenti la Banda dell’Esercito, tre Compagnie del Battaglione Allievi, quattro Compagnie del Comando 2° FOD costituite da personale attualmente impegnato nelle operazioni “strade pulite” e “strade sicure”, e da due compagnie di formazione di ex allievi.

Una parte del largo schieramento

Una parte del largo schieramento

Inoltre presente era la famosa Batteria Tamburi della Scuola, sul cui caratteristico incalzante ritmo gli allievi della Nunziatella marciano.

La batteria tamburi

La Batteria tamburi della scuola Nunziatella

Il Colonnello Filippo Troise, che è stato già Comandante dell’Accademia di Modena ed attualmente è Comandante della Nunziatella (la più antica scuola militare al mondo essendo stata fondata nel 1787 dal Re Ferdinando IV di Borbone), prendendo spunto dall’odierno motto dell’istituto “Preparo alla vita ed alle armi”, ha sottolineato la funzione educativa svolta da sempre dalla scuola la cui Bandiera d’Istituto, difatti, è stata nell’occasione insignita della Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito per l’alto impegno profuso nel campo della formazione nei 221 anni della sua storia. Non è superfluo, infatti, sottolineare che alla Nunziatella si sono licenziati molti brillanti Ufficiali delle Forze Armate ma anche valenti Professionisti ed Imprenditori che, al termine dei tre anni conclusivi di liceo svolti nel “rosso maniero”, hanno deciso di proseguire il loro percorso di vita e di lavoro nell’ambito civile.

Il labaro dell'Associazione ex Allievi della Nunziatella

Il labaro della Associazione ex Allievi della Nunziatella

Come sempre proprio gli ex allievi, membri dell’omonima Associazione nunziatelliana, hanno partecipato numerosissimi alla cerimonia provenendo da tutta Italia ed hanno dato vita ad un estemporaneo raduno intonando alcuni canti sociali con spirito goliardico ma fraternamente cameratesco.

Ex allievi del Nunziatella provenienti da tutta Italia

Ex allievi del Nunziatella provenienti da tutta Italia

In particolare, da parte degli ex allievi del corso 1958-1961, c’è stata la tradizionale consegna della “stecca d’argento” ai “cappelloni” del 221° corso giurante 2008-2011 e accorate parole sono state spese dall’Ing. Alessando Ortis, Presidente dell’Autorità per l’Energia, quale illustre rappresentate del corso di mezzo secolo fà, tanto da strappare un fragoroso applauso che, spontaneo, si è levato dalle Compagnie degli ex allievi.

Gli ex allievi del corso 1958-1961

Gli ex allievi del corso 1958-1961

Ma, ovviamente, il culmine della cerimonia è stato il momento del giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana da parte dei giovanissimi allievi “cappelloni” del 221° corso: alle 10,38 si è levato al cielo il loro grido “LO GIURO!” sancendo formalmente e spiritualmente l’impegno intrapreso e guadagandosi l’agognato spadino che simbolicamente è stato consegnato da un’anziano dell’ultimo anno (219° corso) ad un cappellone del 221°.

Il momento del giuramento

Il grido del momento del giuramento: LO GIURO!

Intorno alle ore 12,00 terminava la cerimonia e tutte le formazioni sfilavano per uscire dallo schieramento.

Gli allievi del 221° corso sfilano per uscire dallo schieramento

Agli auguri di buon lavoro rivolti da tutte le Autorità a questi giovanissimi ragazzi che stanno letteralmente muovendo i primi passi nella loro vita da adulti, via via eliminando qualche attuale comprensibile incertezza, associamo il nostro più sincero in bocca al lupo perchè ad essi ci sentiamo particolarmente vicini in quanto nutriamo i medesimi valori cui essi hanno mostrato di voler prendere a riferimento entrando alla Nunziatella.
Sappiamo già che la Nunziatella anche per loro sarà maestra di vita e di conoscenza così che questi allievi del 221° corso sapranno tramandare i migliori principi alle generazioni future quando, fra cinquant’anni, consegneranno la stecca d’argento ai cappelloni di allora.
F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida
 
 
 
 
 
 
 

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Livorno, giovedì 25 settembre 2008:

Cerimonia di avvicendamento del Comandante della Brigata FOLGORE.

 

Ormai si sapeva che era prossimo l’avvicendamento del Comandante della Brigata FOLGORE. Il Generale di Brigata Maurizio Fioravanti, classe 1956 e grande sportivo, era già in carica da circa due anni.

Era nell’aria.

Il Gen. di Brigata Maurizio Fioravanti

Difatti, già recentemente era avvenuto il cambio del Comandante al CAPAR, la scuola dei paracadutisti militari con sede nella caserma Gamerra di Pisa.

Due anni intensi, pieni di tante cose, vissuti sempre come solo un Ufficiale della Folgore sa fare.

La conferma è arrivata tramite il tam tam delle voci di corridoio suggellate con l’invito alla cerimonia di passaggio delle consegne che lo stesso Generale Fioravanti ha inteso inviare alla Sezione A.N.P.d’I. di Napoli.

Ma alla tristezza per la partenza di un ottimo comandante, c’è stata la gioia di sapere che lo stesso viene destinato a nuovi e più alti incarichi presso l’Ufficio approntamento missioni estere dello Stato Maggiore Esercito e che il subentrante comandante è il Generale di Brigata Rosario Castellano, classe 1959, che è praticamente un nostro compaesano essendo originario di Castellammare di Stabia.

I Generali di Brigata Fioravanti (a sx.) e Castellano (a dx.) in una posa informale

Dunque, il biglietto di invito impegnava la Sezione A.N.P.d’I. di Napoli per la mattina di giovedì 25 settembre 2008 alle ore 10,50, presso il Comando della Brigata Folgore acquartierato nella caserma Vannucci sita alla via dell’Ardenza in Livorno.

Stanti pressanti impegni di lavoro, ma non volendo assolutamente mancare di presenziare, si decide di fare una pazzia: partenza alle ore 03,00 del 25 settembre e ritorno a Napoli per le ore 21,00 dello stesso giorno.

Insomma 1.126 Km in 18 ore…

Ma quando qualcuno della famiglia dei parà chiama, si fa questo ed altro.

La delegazione della sezione è composta dal Direttore tecnico Istruttore par. Gennaro Fiscariello, oltre che dal sottoscritto che reca con sé lo storico labaro (che è stato “scarrozzato” per oltre 100 km percorsi in moto il giorno precedente, per ragioni di lavoro, al fine di non essere costretti a fare un passaggio notturno in Sezione per poterlo prelevare prima della partenza…).

Il viaggio di andata fila tutto liscio, riuscendo addirittura a guadagnare una mezz’ora sulla tabella di marcia prevista, atteso la mancanza di traffico nelle ore notturne, così che alle ore 07,00 eravamo a fare colazione in un bar annesso ad un distributore nei pressi di Grosseto, gustandoci l’aurora e la sua frizzante arietta, ed alle ore 09,00 eravamo già a Livorno.

Siamo accolti al Corpo di Guardia con grande cortesia e subito riceviamo ogni indicazione per raggiungere il raggruppamento dei labari.

Gli ultimi accordi per la disposizione dei labari

Ovviamente, vi sono soprattutto i labari delle sezioni più vicine ma, a parte noi di Napoli, non manca anche qualche altra sezione che pure ha fatto molti km pur di giungere.

Si rivedono alcune facce note, ci si saluta volentieri, le strette di mano sono quelle vigorose dei parà, si prendono i necessari accordi per il migliore inquadramento possibile.

Dappertutto, s’odono i tintinnii delle medaglie e delle onorificenze che luccicano sui labari e sui petti dei militari, a testimonianza delle tante missioni compiute, ed ovunque scintillano al sole le sciabole di marescialli ed ufficiali, questi ultimi adornati con la tradizionale sciarpa azzurra prevista dall’alta uniforme che la circostanza impone.

Intanto i reparti militari si riscaldano marciando per il piazzale in formazione chiusa e la banda suona alcune marce ed altri noti motivi per intrattenere i primi ospiti e i rappresentanti delle istituzioni militari, civili e religiose, che prendono posto sulla grande tribuna d’onore inondata dal sole di settembre.

Alle ore 11,00 inizia ufficialmente lo schieramento dei reparti e, a seguire, c’è l’ingresso della formazione dei labari e del gruppo bandiera che fa il suo ingresso sulle note dell’Inno nazionale di Mameli. Sommesso ma chiaro, si innalza al cielo il canto di tutti i presenti, a sottolineare i comuni profondi ideali e sentimenti di attaccamento alle istituzioni repubblicane.

Il gruppo bandiera

A schieramento completato, viene data lettura dell’iscrizione che si può leggere sul mausoleo di El-Alamein e, inutile negarlo, l’emozione sale al ricordo dell’eroismo dei leoni che sono rimasti tra le sabbie di quel deserto al fine di fare fino in fondo il proprio dovere di militari.

Lo schieramento dei Reparti

Il discorso del Sindaco di Livorno, che sottolinea l’ormai inscindibile binomio tra la comunità civile livornese ed i militari della Folgore di stanza presso la Vannucci, è molto apprezzato ed applaudito.

Quando giunge il momento del discorso del cedente Generale Fioravanti, inevitabilmente, l’attenzione si fa alta. Parla, crediamo, non senza un filo di emozione ma con voce chiara e con parole semplici come gli uomini concreti sanno fare. Ringrazia molte persone, i suoi predecessori, i suoi referenti superiori, i suoi collaboratori e sottoposti, la città di Livorno, ovviamente la sua famiglia e, udite udite, ricorda inoltre la figura del nostro scomparso Presidente Armando Perna e, del tutto inaspettatamente in un discorso di commiato di tale importanza, menziona espressamente ed unicamente la presenza della delegazione della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli!!!

Nel succedersi degli oratori, tra i quali il Comandante del 1° FoD (Forze di Difesa) Generale C.A. Mario Marioli, colpisce il fatto che, con perfetta immediatezza e sincronia, quando prendono la parola gli alti Ufficiali citati, i reparti senza necessità di alcun ordine si pongono deferentemente sugli attenti ma l’attenzione per il benessere dei propri sottoposti è talmente connaturata anche nelle piccole cose in questi ottimi Comandanti che gli stessi chiedono, con molta modestia, di impartire l’ordine per il ritorno sulla più comoda posizione di riposo.

Inoltre, ogni qual volta danno esplicitamenti l’attenti, dai reparti inquadrati s’innalza forte ed orgoglioso al cielo un grido, centinaia di voci come una sola, un vero tuono a ciel sereno: FOLGORE!!!

FOLGORE!!! E' il grido dei reparti quando vengono messi sull'attenti.

E’ da brivido vedere sulle facce di ogni militare, uomo o donna che sia, l’orgoglio di chi sa di appartenere all’elite delle Forze armate italiane.

Intanto molti nel cielo scrutano l’orizzonte: sanno che con ogni probabilità potranno essere previsti lanci con paracadute ad ala verso la fine della cerimonia ed, in effetti, si nota uno scuro elicottero che sorvola in circuito ad alta quota, pressoché sulla verticale della caserma Vannucci.

Sfortunatamente, il leggero vento che è presente al suolo, evidentemente rinforza in quota e nonostante la bella giornata di sole lo speaker annuncia che per ragioni di sicurezza i lanci non potranno avvenire.

A questo punto, il Generale Fioravanti deve eseguire il suo ultimo dovere quale Comandante della Brigata: deve declamare la formula di rito per il passaggio delle consegne , invitando i reparti a riconoscere il Generale Castellano quale loro nuovo Comandante.

La lettura della formula di rito alla presenza del Gen. C.A. Marioli

La formula di rito alla presenza del Gen. C.A. Marioli

Il rituale è completato all’atto dell’apposizione delle insegne della Brigata sulla uniforme del Gen. Castellano da parte del Gen. Fioravanti.

Apposizione dei distintivi della Brigata sulla uniforme del Gen. Castellano

Tutto sembra ormai finito ma la cerimonia riserva ancora una piccola sorpresa. Ad un tratto lo speaker annuncia che una piccola formazione di aerei ultraleggeri, al comando del Generale Fantini, anch’esso ben noto alla Sezione A.N.P.d’I. di Napoli, eseguirà un passaggio a bassa quota sul piazzale della caserma, disegnando nel limpido cielo azzurro l’amato tricolore con i fumogeni di cui sono provvisti i velivoli.

Qualche secondo ed ecco che appaiono tre bianchi aeroplanini, in stretta formazione a V, che eseguono un apprezzatissimo passaggio, degno delle Frecce tricolori!

Le frecce tricolori del Gen. Fantini

La cerimonia si avvia a conclusione e, man mano, si avviano fuori dal piazzale il gruppo bandiera, lo schieramento gonfaloni ed, infine, i labari.

I labari escono dallo schieramento

A cerimonia terminata la solennità e le emozioni lasciano il posto alla festa ed il Generale Fioravanti, da perfetto ospite, saluta con cordialità, spesso con tangibile affetto, ma sempre con una energia e giovialità che smentisce (e di molto) i suoi 52 anni, ogni suo invitato della tribuna d’onore.

Con ovvia discrezione, attendiamo che anche l’utimo VIP si sia accomiatato dal Generale Fioravanti e poi anche noi saliamo le scalette metalliche che portano alla tribuna d’onore per scambiare qualche parola con lui.

Lo ringraziamo per il graditissimo invito e per aver ricordato con belle e sentite parole il compianto Armando Perna e gli promettiamo di continuare a seguirlo, con ricambiato sincero affetto, anche nel corso del suo nuovo difficile ma prestigioso incarico.

Un ricco buffet viene offerto e questo ci consente di respirare ancora per circa un’ora la fraterna atmosfera che si respira alla caserma Vannucci di Livorno.

Verso le 13,00 usciamo dalla struttura militare e ci rechiamo in un vicino e noto negozio di articoli militari per acquistare alcune cose. Ovviamente incontriamo alcuni colleghi di sezioni A.N.P.d’I. e, ancora una volta, il feeling è quello di chi si conosce da sempre, nonostante non ci sia mai incontrati prima.

Non resta che rimetterci in automobile per affrontare il lungo tragitto che ci riporterà a Napoli ma, stavolta, viaggiamo di giorno e il superamento del grande raccordo anulare di Roma non è rapido ed indolore come all’andata, accumulando ben un’ora di ritardo sul ruolino di marcia.

Rientriamo a Napoli alle 21,00, stanchi ma ebbri delle tante emozioni vissute.

Il Gen. di Brigada Rosario Castellano, nuovo Comandante della Folgore

In uno alla speranza che leggendo possiate vivere almeno in parte le intense emozioni da noi provate, restiamo con la certezza che la Brigata ha un nuovo Comandante di grande competenza, capace di guidarla al meglio nelle nuove sfide che la attendono (si parla con insistenza di nuove ed ulteriori missioni all’estero sin già dal 2009, ndr).

Un ringraziamento particolare è dovuto alla dott.ssa Letizia Tassinari, nota giornalista della Versilia, che pur senza conoscerci, ma con estrema rapidità e simpatia, ha risposto ad una nostra email inviandoci le sue preziose foto che corredano questo articolo e senza le quali, gran parte dei momenti vissuti sarebbero solo nella nostra memoria.

Al seguente indirizzo internet:

http://laetitiatassinari.wordpress.com/2008/09/25/brigata-folgore-laddio-del-generale-maurizio-fioravanti-onori-al-nuovo-comandante-generale-rosario-castellano/

si può leggere l’interessante articolo pubblicato in molti quotidiani come redatto dalla stessa dott.ssa Tassinari. Tale articolo, che riporta tutti i momenti salienti della carriera del Gen. Maurizio Fioravanti, è corredato di molte altre foto e ben merita di essere letto con attenzione.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida
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Lunedì 02 giugno 2008: Festa della Repubblica.

Come da programma, nella mattinata di lunedì 02 giugno 2008 si è tenuta nella piazza Plebiscito a Napoli la cerimonia dell’alzabandiera per onorare la festa della Repubblica.

Una foto d’epoca che ricorda la nascita della Repubblica Italiana

Inquadrati sotto il palazzo reale, plotoni rappresentanti le quattro Forze Armate ed i Corpi Armati dello Stato, i Vigili del Fuoco e la locale Polizia Comunale mentre di fronte si sono schierate le Associazioni d’Arma tra cui quella dei Paracadutisti A.N.P.d’I. di Napoli che recava con sé lo storico labaro.

Alle 11,00 è stato dato l’ordine per l’alza bandiera che, come tradizione, è avvenuto sulle note dell’inno nazionale di Mameli ed è stato accompagnato dal canto, a gran voce, dei presenti schierati.

Le Autorità presenti, tra cui il Prefetto Pansa, hanno dato lettura della missiva del Presidente della Repubblica ed hanno rivolto ai presenti brevi discorsi di commemorazione degli ideali e dei valori espressi dalla Costituzione.

Il Presidente della Repubblica On. G. Napolitano, simbolo di unità nazionale

Calorosi applausi della popolazione e dei turisti, hanno sottolineato i momenti salienti dell’evento quali l’ingresso e l’uscita dei reparti e dei rappresentanti delle Associazioni d’Arma.

 

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida
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 Sabato 17 maggio 2008: Festa per i 156 anni della Polizia di Stato.
Una bella mattinata di sole ha salutato a Napoli la festa per il 156° aniversario della istituzione della Polizia di Stato che si è tenuta al parco Virgiliano.
La presenza dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, sezione di Napoli, è stata fortemente voluta ai massimi livelli.
L’appuntamento è stato stabilito per le ore 09,30, una mezz’ora prima dell’effettivo inizio della cerimonia, al fine di consentire un minimo di amalgama con i rappresentanti delle altre Associazioni d’Arma presenti.
Alle ore 10,00 è avvenuto lo schieramento sulle note eseguite della banda dell’Esercito presente per l’occasione.
Alla presenza delle massime Autorità locali civili e militari e di un reparto di poliziotti costituito da rappresentanti di tutte le specialità della Polizia di Stato, si sono susseguite le letture delle missive pervenute dal Presidente della Repubblica Napolitano, dal Presidente del Consiglio Berlusconi, dal Ministro degli Interni Maroni, dal Vescovo di Napoli Cardinale Sepe, e brevi discorsi da parte delle Autorità locali presenti quali il Questore Antonino Puglisi, il Prefetto Alessandro Pansa, il Procuratore Lepore, il Generale di C.A. dei Carabinieri Elio Toscano.

Nel corso della cerimonia, sono stati decorati alcuni poliziotti particolarmente distintisi per coraggio e senso del dovere.

Un folto pubblico, con la presenza di molti bambini, ha fatto degna cornice all’evento.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida
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 Domenica 23 aprile 2008: X Maratona Internazionale Città di Napoli.
L’occasione per scendere in piazza e fare attività promozionale è ghiotta trattandosi di una manifestazione sportiva di livello internazionale cui fa cornice una domenica nella quale napoletani e stranieri si riappropriano della città a misura d’uomo, libera dal traffico tentacolare che quotidianamente la strangola.
La location è piazza Plebiscito, il salotto buono delle grandi occasioni.
 
 
 

Lo stand A.N.P.d’I. Napoli con i paracadute che fanno bella mostra di sé

Tutto inizia quando il Generale di C.A. Franco De Vita (U.N.U.C.I. Napoli) invita personalmente la sezione A.N.P.d’I. di Napoli.

Lo spazio verrà equamente condiviso con lo stand dell’Esercito e quello dell’Unione Nazionale degli Ufficiali in Congedo d’Italia.

Una parte dello “stato maggiore” della sezione A.N.P.d’I. di Napoli

I preparativi sono febbrili, e si decide di portare in piazza un paio di paracadute come richiamo per la folla.

Mai decisione è stata migliore.

Infatti, nelle due giornate di manifestazione (ndr: sabato 22 aprile e domenica 23 aprile) alcuni infaticabili soci paracadutisti, hanno imbracato circa un centinaio di turisti e distribuito, su espressa richiesta di interessati e curiosi, ben seicento volantini!

Uno dei tanti visitatori imbracati

Il successo dei paracadutisti A.N.P.d’I. Napoli è stato tale che l’Esercito ha poi richiesto la presenza anche in future manifestazioni ed attività promozionali.

Il Colonnello Arelli è sempre pronto …
F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida
 
 
 
 
 
 
 

Alla fine della competizione, il primo Trofeo U.N.U.C.I. Partenope, riservato al team vincitore, è rimasto a Napoli grazie alla squadra UNUCI Napoli 4 composta, tra gli altri, anche dallo scrivente par. Vincenzo Di Guida.

In questo periodo abbiamo imparato tante cose, come la topografia, smontaggio e montaggio armi, mascheramento ecc. Ma la cosa più importante è stata la scoperta del valore dello spirito di gruppo, che ha segnato per sempre qualcosa in me. 

Questa esperienza è stata molto utile, e spero di poter ritornare un giorno a marciare di nuovo al Piazzale El Alamein per rivivere le stesse emozioni che ho vissuto in questo periodo. Folgore!!! “

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida
 

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