News dal mondo dei parà

Napoli, 30/04/2011: Il C.te del 186 Rgt. paracadutisti, Col. Lorenzo D’ADDARIO, ci scrive dal lontano Afghanistan. Il nostro Presidente risponde.

Tra i paracadutisti in servizio e quelli in congedo resta un filo rosso di rispetto e stima reciproca.

Questo sentimento di affetto e’ rimarcato dal bello scambio epistolare avvenuto tra il Comandante del 186 Reggimento paracadutisti Col. Lorenzo D’Addario, attualmente in Afghanistan, e il nostro Presidente di Sezione Franco Esposito (cliccare sui link per aprire le lettere).

Lettera S.Pasqua da C.te Daddario

A C.te Daddario x S. Pasqua

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida

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Napoli, 22/09/2010: Una nostra socia partecipante alla mini naja, scrive al Ministro La Russa per ringraziarlo dell’inziativa.

Si sono appena spenti i riflettori sulla seconda tornata del “progetto difesa”, la così detta “mini naja” (che ha visto alcuni disguidi rispetto alla prima edizione tenutasi nel mese di luglio ove non ci fu alcun problema in quanto le Associazioni d’Arma fecero da filtro per i candidati partecipanti).

Proprio a seguito di quella prima felice esperienza, una nostra socia simpatizzante, Viviana Vaccaro, intese scrivere una lettera di ringraziamento all’On. Ministro Ignazio La Russa che si riporta integralmente di seguito.

Il Ministro La Russa, al momento dell’incorporamento dei ragazzi partecipanti al secondo turno, volle chiamare vicino a sé Viviana, quale testimonial del virtuale “passaggio delle consegne” tra i ragazzi di luglio e quelli di settembre.

Il momento del "passaggio delle consegne": la nostra Viviana è al fianco (dx) del Ministro La Russa.

A Egr.On. Ministro della Difesa Ignazio La Russa

 p.c. Egr.Gen Giuseppe Valotta Capo di Stato Maggiore Esercito

 p.c. Egr. Colonnello Gianluigi De Matteis Comandante CAPAR

Napoli, 2 agosto 2010

 PIANETA DIFESA  – 2010

 Egr.Onorevole Ignazio La Russa,

 Ho partecipato dal 19/07/2010 al  30/07/2010 allo stage Pianeta Difesa presso la Capar di Pisa e Le volevo rappresentare le emozioni che ho vissuto e gli aspetti della mia esperienza. Sono stata accolta con cordiale ma ferma disciplina propria dell’ambiente dei Paracadutisti, ho apprezzato la qualità delle strutture addestrative , le doti  di comunicazione dei miei istruttori ed il loro elevatissimo grado di preparazione tecnica, militare ed umana.

 Ho capito in quelle 2 sole settimane cosa significa essere soldati e Paracadutisti e l’impegno fisico e mentale che occorre mettere in campo ogni giorno per vincere le difficoltà. Ho conosciuto tanti miei coetanei provenienti da Comuni diversi d’Italia , tutti fieri delle proprie radici culturali e storiche ma tutti accomunati dal sentirsi uniti dagli ideali di Patria e di Bandiera. Ho capito che il Tricolore non si sventola solo alle  partite di calcio e nelle manifestazioni sportive, ma che rappresenta il simbolo di tutto cio’ per il quale in questi anni si è lottato, combattuto e lavorato.

 Ho capito che quelle “nozioni” di storia , noiose quando ero al Liceo, divenivano realtà   respirando quell’atmosfera della  Capar e del  Museo dei Paracadutisti. Ho respirato quei valori per i quali i “Leoni della Folgore” hanno sempre combattuto con onore  e che  vengono tramandati nel corso del tempo.

 Vorrei ringraziare tutto il personale della Capar, dal suo Comandante all’ultimo dei caporali o dei soldati della Scuola, per cio’ che ho capito, per come sono stata trattata,  per quello che ho vissuto, ma principalmente per quello che vivro’ dopo questa breve ma intensa  esperienza.!Già da oggi guardo i ragazzi e le ragazze in uniforme con ammirazione e non con l’indifferenza di ieri.

Ringrazio il capo dello Stato Maggiore Esercito per aver reso possibile questa mia esperienza creando il modello addestrativo e di formazione.

 Ringrazio Lei Onorevole Ministro per la sua visione e della sua felice intuizione nella realizzazione del programma “Pianeta Difesa”.

 La informo inoltre che appena rientrata a casa, dopo aver raccontato con entusiasmo ai miei genitori le mie 2 sole  settimane da soldato, ho presentato richiesta di ammissione al concorso per VFP 1 nell’esercito, con la ferma volontà di indossare il mio orgoglioso basco da Paracadutista quanto prima e di continuare a crescere nell’ambiente sino a diventare un Ufficiale come lo è stato mio padre e i miei zii, chi tra i Fanti chi tra i Carristi tutti orgogliosi di esserlo.

Cordialmente,

VIVIANA VACCARO

Il Sig. Ministro La Russa con Viviana Vaccaro (a dx nella foto).

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida

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Napoli, 11/09/2010: Lutto nella Sezione di Napoli. Muore il nostro Presidente Onorario par. M.A.V.M. Luigi CRISCI, eroe di El Alamein.

Si comunica a tutti i soci che nella giornata odierna, è deceduto il paracadutista Medaglia d’Argento al Valor Militare Luigi CRISCI.
Crisci, eroico reduce di El Alamein al punto da essere decorato “al Valor Militare”, era il nostro Presidente Onorario di sezione.
Le esequie muoveranno dalla sua casa napoletana sita in via Col. Lahalle n.51 alle 12,30 di domattina domenica 12 settembre 2010.

Il Presidente par. Franco Esposito, per un lutto che colpisce direttamente la nostra sezione napoletana, ha chiesto la massima partecipazione possibile di soci in divisa sociale.

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida

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Napoli, 18/08/2010: Lutto in casa Lenci.

E’ morto l’avv. Diego LENCI, nipote del M.A.V.M. Ten. Gaetano LENCI a cui è dedicata la nostra Sezione. Nato a Napoli il 15/03/1931, era avvocato civilista e cassazionista.

Fece scalpore il blitz compiuto dalla Procura della Repubblica a seguito di un suo esposto quando, da Commissario delle prove di abilitazione alla Professione di Avvocato del dicembre 2006, denunciò possibili irregolarità da parte degli candidati, taluni dei quali, a suo dire, erano in condizione di utilizzare telefonini e fotocopie di testi.

Vicino alla Sezione dei paracadutisti di Napoli, fu presente al brindisi augurale tenutosi a settembre scorso, dopo il restauro dei locali della Sezione.

Alla famiglia, vanno le nostre più sentite condoglianze.

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida

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Napoli, 03/06/2010: Il veicolo “Freccia” sostituirà efficacemente il “Lince”?

Nononostante il più che buon servizio reso dai VTLM (Veicolo Tattico Leggero Multiruolo) “Lince” si sta valutando di far subentrare nei vari teatri operativi Afghani il più protetto ma meno maneggievole VBC-VBM (Veicolo Blindato da Combattimento – Veicolo Blindato Medio) “Freccia”, secondo la massima militare che all’innalzamento del livello di offesa si innalza il livello della difesa.

Il VTLM LINCE

Tra tutti i dati, significativa la differenza tra le dimensioni e le masse del piccolo fuoristrada “Lince” (“solo” 7 tonnellate) e del più grande mezzo “Freccia” (26 tonnellate) che la dice lunga sull’incremento della protezione offerta all’equipaggio ma anche sulla presumibile minore maneggevolezza del nuovo veicolo.

Il Freccia, tuttavia, oltre alla maggiore blindatura e alla completa protezione agli attacchi NBC (Nucleari, Biologici, Chimici), offrirà agli equipaggi tutta una serie di altre possibilità tattiche, grazie a svariati sistemi elettronici avanzati.

IL VBC-VBM FRECCIA

Andiamo allora a conoscere il veicolo “Freccia” nel dettaglio di tutte le sue versioni ed allestimenti (fonte Militari Forum).

Caratteristiche comuni a tutte le versioni:

Dimensioni: lungo 8,6m larghezza 2,9m alto 3,0m

Passo: il 1° da 1600mm, il 2° da 1450mm e il 3° da 1450mm

Equipaggio: 1 + 2 elementi in torretta + 7 elementi equipaggiati nel vano squadra di fanteria

Motore: Diesel IVECO 6V sovralimentato, installato anteriormente, con potenza di 550 HP (405kW a 2300 giri/min), Cambio idromeccanico con retarder secondario a 5 marcie più 2 retromarcie

Ruote: da 14.00 – 20 pollici, tipo run flat, con C.T.I.S. (Central Tyre Inflation System)

Trazione: 8×8 con sterzatura su tre assi (sterzatura su 1° e 2°, controsterzatura sul 4°)

Freni: a disco su tutte e 8 le ruote

Velocità: 110 km/h

Autonomia: 800km

Peso massimo: circa 26 tonn

Guado: 1,5m senza preparazione

Pendenze: >60%

Protezione: balistica; NBC integrata con l’aria condizionata; sistema di allarme laser

Sistemi: Apparati di puntamento diurno/notturni stabilizzati; Calcolatore di tiro digitale; Telemetro laser; 1 telecamera termica; l’ottica panoramica capocarro è stabilizzata e con ripetitore IRT cannoniere come quella del cannoniere; il sistema di tiro è la torretta servostabilizzata; sistemi antiesplosione e antincendio a protezione totale

Versioni: Il VBM/VBC è una versione specializzata derivata dal Centauro è disponibile in più versioni specializzate che sono:

– VBM “combat”:
veicolo da combattimento ruotao per la fanteria, dotato di torretta HITFIST 25 Plus, dotata di cannonicno KBA da 25mm e MG coassiale da 7,62mm. Sistema di puntamento Lothar (Land Optronic THermal Aiming Resource) di Galileo Avionica, posizionato sul lato destro della torretta, dotato di canale notturno IR di 2^ generazione, canale diurno televisivo e telemetro laser (utile 100m – 20.000m).
Sui veicoli dei comandanti di unità dal livello di plotone in su (com. plotone, com. compagnia, com. battaglione/reggimento) è istallato anche il sistema Janus, sempre di Galileo Avionica, dotato di canele notturno basato su una camera termica di 3^ generazione e canale diurno televisivo. Questo sistema consente al capocarro di effettuare una ricerca indipendentemente dall’orientamento della torretta.
Sono programmati 176 mezzi, distribuiti in quattro reggimenti (Brigata Aosta e Sassari), 3 compagnie da 13 mezzi più i mezzi dei comandanti e vicecomandanti di battaglione/reggimento.

– VBC “contro carro”:
stessa dotazione della versione “combat” (compreso il visore Janus), con in più la presenza ai lati della torretta, di lanciatori singoli per missile contro carro Rafael Spike LR (utile 6 km). I due lanciatori hanno la possibilità di essere comandati separatamente, e il sistema di lancio viene gestito tramite 2 console dotati di monitor del sistema Lothar, questo sistema infatti permette di dialogare con il sistema comando e controllo presente sui missili Spike, permettendo la raffigurazione sui due monitor dell’immagine ripresa dall’ottica presente sull’ogiva dei due missili.
Sono programmati 36 veicoli, distribuiti in quattro reggimenti (Brigata Aosta e Sassari), con 8 carri in dotazione per ognugno, raggruppati nel plotone controcarro in seno alla Compagnia Supporto alla Manovra.

– VBM “porta mortaio 120mm”:
questo veicolo è privo della torretta HITFIST, ma dotato di un’apertaura sul cielo della parte superiore del mezzo, da cui poter far fuoriuscire la bocca di fuoco da 120mm. L’arma prescelta è il Thales Defence Armament 2R2M, mortaio rigato da 120mm appositamente studiato per impiego da veicolo corazzato. Quest’arma è dotata di un sistema di caricamento semiautomatico, sistema idraulico di ammortizzazione di rinculo, movimentazione automatica dell’affusto, e gestione del tiro compiuterizzata. La capacità di fuoco è pari a 6-10 colpi/minuto per 3 minuti, o 2-3 colpi/minuto per
fuoco sostenuto. La gittata utile varia da 8 km con munizionamento standard (granate HE, illuminanti,
fumogena, addestramento), 13 km con munizionamento RAP (Rocket Assisted Projectlile),
e 17 km con munizionamento RAP-VLR. La capacità di autodifesa sarà assicurata da due affusti con mitragliatrici MG 42/59 cal. 7,62mm.
Sono programmati 21 mezzi ordinati,distribuiti in quattro reggimenti (Brigata Aosta e Sassari), con 4 carri in dotazione per ognugno, raggruppati nel plotone mortai pesanti in seno alla Compagnia Supporto alla Manovra.

– VBM “posto comando”:
versione C2 mobile, senza torretta ma con parte del posteriore rialzata, dotata di diversi sistemi per la trasmissione, tra cui radio HF, VHF SINCGARS, sistemi per la trasmissione a banda larga, monitor LCD e computer campali. Questo veicolo offre inoltre le stesse capacità di un sistema SIACCON fisso/campale. La capacità di autodifesa è assicurata o da un affusto con MG 42/59, o da una torretta
a controllo remoto HITROLE con arma da 12,7mm , 7,62mm o 40mm.
Sono programmati 20 mezzi ordinati, distribuiti in due per ogni reggimento di cavalleria e fanteria delle tre brigate medie.

– VBM “ambulanza”:
versione con stesso scafo della versione “posto comando”, ma internamente attrezzato per il soccorso sul campo di feriti.

Versioni per cui esiste un requisito operativo o allo studio:

– VBM “genio”:
versione per compiti di mobilità e contromobilità, dotato di appositi strumenti per la posa e la rimozione di ostacoli, in particolare in ambiti urbani. Allo studio è anche un’apposita versione gittaponte.

– VBM “recupero”:
versione adibita al recupero e al soccorso con allestimento simile alla versione “genio”.

Le varie versioni del "Freccia"

Programma: L’acquisizione dei nuovi 249 veicoli blindati di combattimento VBC 8×8 è volto alla graduale sostituzione degli attuali veicoli da combattimento in servizio, che risalgono agli anni Settanta e che sono prevalentemente costituiti da cingolati derivati dal modello M113. L’acquisizione comprende: il supporto logistico nel periodo di garanzia esteso di due anni, le attrezzature per la manutenzione, i corsi per gli utilizzatori del mezzo, il munizionamento per le scorte iniziali, gli apparati di comunicazione e il sistema di comando e controllo SICCONA integrato su ogni veicolo.
I mezzi saranno destinati alla dotazione di una delle due brigate di fanteria ed al completamento dell’equipaggiamento della brigata di cavalleria (già dotata di autoblindo Centauro).
Il primo esemplare di serie è stato consegnato il 17 febbraio 2009 alla Brigata “Pinerolo” presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito.
Le prime unità andranno alla Pinerolo mentre per equipaggiare Aosta e Sassari è pianificato l’acquisto dal 2014 di altre 250 unità.
Nel giugno 2009 la 4a commissione difesa della Camera all’interno del programma pluriennale di A/R n. SMD 08/2009 ha approvato l’acquisto di 4 VBM ambulanza per un costo di 14 milioni di euro.

Costruttore: Consorzio IVECO FIAT – Oto Melara

Costo stimato: La prima fase di acquisizione, per 49 unità, è finanziata per 310 milioni di € dal Ministero dello Sviluppo Economico (MSE), in base a una convenzione tra il Ministero della difesa ed il Ministero dell’economia e delle finanze, sulla base dell’aritcolo 1, comma 95, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006).
Le fasi successive avranno un valore di 1.230 milioni di €. Il costo totale di 1.540 milioni di € dovrebbe essere ripartito su più esercizi finanziari, dal 2006 al 2014, come segue secondo il programma originale indicato dai documenti del parlamento:
2006* => 6 milioni di euro
2007* => 50 milioni di euro
2008* => 120 milioni di euro
2009* => 220 milioni di euro
2010* => 260 milioni di euro
2011* => 280 milioni di euro
2012* => 280 milioni di euro
2013* => 260 milioni di euro
2014* => 64 milioni di euro
(*) Le cifre sono indicative, la prima tranche finanziata con fondi MSE non è nota la spesa sui singoli esercizi finanziari.

Acquirenti: Esercito Italiano programma per 249 (172 combat, 36 commando anticarro, 20 posto comando e 21 porta mortaio), finanziate primo lotto di 49 (45 +2 +1 +1) successivamente portato a 54 unità. Il secondo lotto in finanziamento è di 109 unità ed il terzo di 86.
 

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida

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Napoli, 24/11/09: Visita informale del Presidente nazionale Gen. Giovanni Fantini alla Sezione di Napoli.

Oggi è martedì e come tutti i martedì, la sezione è aperta dalle 15 alle 18.

Ma, al di là di questo, è un giorno che per qualcuno ha un significato speciale.

Il 24 novembre 1963, esattamente  46 anni fa, l’allora allievo della Scuola Militare Nunziatella Giovanni FANTINI, giovanissimo, compiva il suo primo lancio di abilitazione come iscritto alla Sezione A.N.P.d’I. di Napoli.

L’aver trasgredito alle rigide regole disposte dal Comando scuola, che vietavano qualsiasi attività extranunziatelliana, per fare il necessario addestramento e i conseguenti lanci, gli fruttarono una pesante sanzione disciplinare ma il percorso professionale poi fatto da Giovanni Fantini, quale Ufficiale e quindi Comandante, giungendo sino alle massime responsabilità di Comando nella Brigata folgore e, oggi, alla Presidenza nazionale dell’Associazione (NDR: il Gen. Fantini è stato, tra le altre cose, dal 1996 al 1998 C.te del 183° Rgt. par. Nembo e nel 1999 vicecomandante della Brigata Folgore), ha confermato che la stoffa c’era tutta.

Come si suol dire, il buon giorno si vede dal mattino.

Il legame con la Sezione di Napoli è rimasto sempre fortissimo e si conferma ogni qual volta il Presidente ritorna a Napoli e, graditissimo ospite, viene in visita alla Sezione.

Stavolta, per festeggiare la sua ricorrenza, si è presentato con un cartoccio di paste e dello spumante così, come farebbe qualunque vecchio amico della sezione.

Foto ricordo: Parà, FOLGORE!

Si è trattato, dunque,  di una occasione del tutto informale, che ha consentito di chiaccherare senza l’assillo di cerimoniale e protocollo.

Nel corso della lunga e gradita visita, il Presidente Fantini ha potuto ammirare (e lodare) il recente restauro operato da alcuni soci ai locali della Presidenza e Segreteria. Analogamente, è rimasto davvero colpito dal grande scudo 3D  in alluminio, che da settembre campeggia sulla parete alle spalle della scrivania del Presidente della Sezione di Napoli, par. Franco Esposito.

Inoltre il Presidente nazionale ha potuto constatare la rinnovata vitalità della Sezione di Napoli, con l’allegro trambusto dei numerosi soci di tutte le età che la affollano nei giorni di apertura, la contemporanea venuta di nuovi ragazzi che vorrebbero iscriversi per conseguire l’abilitazione al lancio militare, gli allievi del corso palestra di questi giorni.

Come si usa tra vecchi amici, si è dato libero corso ai discorsi sulle aspirazioni future e si è venuti a conoscenza di un grande risultato che la Presidenza Fantini può già vantare: l’effettiva ripresa dell’attività aviolancistica da vettore militare in giorni infrasettimanali, siglata solo poche ore prima dal Capo di Stato Maggiore Gen. Valotto, accanitamente “inseguito” dal nostro nuovo Presidente nazionale.

Si tratta di un grande risultato, conseguito con la caparbietà tipica di Giovanni Fantini ma reso possibile anche dalla rappresentatività e stima di cui gode allo Stato Maggiore.

Tutti ricordano che sino a qualche anno fa, i soci ANPdI potevano effettuare lanci di addestramento da vettore militare. Poi i lanci vennero spostati nei giorni di sabato e domenica rendendoli di fatto irrealizzabili poichè sarebbe stato necessario reperire i necessari equipaggi di volo, già fortemente impegnati durante la settimana per le normali attività di servizio, e corrispondere loro tutti gli straordinari del caso.

La ripresa dell’attività aviolancistica da vettore militare, che segue l’onore del lancio del Medagliere nazionale (anch’essa cosa mai concessa prima della presidenza Fantini), dovrebbe avvenire da aereo Dornier.

Ma anche il Presidente Esposito ha potuto confidare all’amico Fantini alcuni successi conseguiti nel nostro ambito locale.

Fra tutti, l’aumento del numero di soci, sia ordinari che aggregati che simpatizzanti, il felice compimento di attività complementari come il corso di tiro al Poligono, l’intensa opera compiuta da noi napoletani in occasione del terremoto di Abruzzo, il restauro della Sezione.

Inoltre, in “camera caritatis”, i due Presidenti si sono amichevolmente “confessati”, scambiando opinioni su alcuni progetti che hanno in animo, sia a livello locale che nazionale. Ovviamente, su essi vige il necessario riservo di chi, con serietà, non vende la pelle dell’orso prima di averlo ucciso.

Un allegro brindisi di festeggiamento, sia per onorare la ricorrenza del primo lancio del Presidente Nazionale che quale viatico augurale per le nuove future sfide associative, ha suggellato la bella improvvisata del Gen. Fantini.

Foto:
par. Marco Vitolo

F.to:
Il segretario
par. Vincenzo Di Guida

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Napoli, 22/09/09: Funerali napoletani per il Sergente Maggiore Capo Roberto VALENTE.

I funerali in forma privata dei sei sfortunati parà si sono svolti ieri, nelle rispettive località di provenienza.

La sezione A.N.P.d’I. di Napoli è stata immancabilmente presente a quelli del concittadino Serg. Magg. Capo Roberto VALENTE con una folta rappresentanza costituita da almeno dodici baschi amaranto scortanti uno storico Labaro.

Viva la partecipazione della cittadinanza che è sfilata la sera prima nella camera ardente allestita a cura del Comune di Napoli presso la Sala dei Baroni nel Maschio Angioino e poi, la mattina di ieri, che ha affollato l’enorme piazza S. Vitale antistante l’omonima Chiesa ove si è tenuta la funzione funebre officiata dal  Vescovo di Pozzuoli Mons. Gennaro Pascarella.

Presenti i parenti più stretti del militare che, come il giorno precedente, hanno dato grande prova di dignità e compostezza, pur nel loro sconfinato dolore.

I parà A.N.P.d’I., hanno reso omaggio al povero Roberto schierandosi con  il Picchetto d’Onore dei paracadutisti in armi lungo il percorso previsto per il feretro, a testimonianza che non esiste differenza tra i paracadutisti in servizio e quelli in congedo o in riserva, specie di fronte a tragedie come queste.

All’unisono, con i colleghi ancora nei ranghi, si è levato il grido FOLGORE nel momento del passaggio della bara.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Roma, 21/09/2009: Il giorno del dolore.

Migliaia di italiani hanno partecipato ai funerali solenni nella chiesa di San Paolo fuori le mura a Roma.

Sin dalle prime ore della mattina, è cominciata la mesta affluenza di chi intendeva dare l’estremo accorato saluto ai nostri sfortunati commilitoni.

Il corteo funebre, è partito dall’ospedale militare del Celio e ha attraversato buona parte della Capitale. Dovunque, bandiere tricolori che li salutavano.

La cerimonia, officiata dall’Ordinario militare Mons. Vincenzo PELVI, è stata seguita anche da milioni di italiani, grazie ai collegamenti TV di numerose reti televisive.

Le sei bare, ordinatamente allineate nella navata centrale della Basilica, ciascuna ricoperta dall’amato tricolore, giacevano lì inermi. Dentro, mortalmente immobili, le spoglie di sei splendidi uomini. Fuori, spiritualmente immortali, la loro essenza aleggiava su tutti come le mille e mille bandiere presenti.

Alle ore 11,00, l’intero paese si è ammutolito in raccoglimento e, in un minuto, sono passati davanti agli occhi i volti e le storie di questi sei moderni eroi che hanno dato tutto alla Patria per servirla, fino alla loro stessa vita.

Nei primi banchi, come ovvio, i parenti più stretti che hanno dato esempio di sommessa dignità e compostezza. Unico strappo al cerimoniale, la corsa di un bimbo verso il padre che giaceva innanzi all’altare. Quasi un ultimo disperato tentativo di coinvolgerlo nei propri giochi infantili.

All’uscita dalla chiesa il grido FOLGORE FOLGORE si levava nel cielo ove, rombando, le Freccie tricolori disegnavano i colori nazionali.

Ogni tanto qualcuno, commosso, sottolineava l’alta professionalità della Brigata Folgore interrogandosi su come poteva essere accaduta una tale immane tragedia ma, nel cuore, sapendo che oltre la professionalità c’è, purtroppo, l’imponderabile, come ben recita un passo della preghiera del Paracadutista letta dalla Medaglia d’Oro al Valor Militare PAGLIA:

“Se è scritto che cadiamo, sia!

Ma da ogni goccia del nostro sangue

sorgano gagliardi figli e fratelli in numeri,

orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro

immancabile avvenire.”

Alcuni parà, gente rude che non teme nulla, avevano il viso rigato dalle lacrime.

Nei loro occhi, non odio né sentimento di vendetta. Solo pietà per i poveri corpi straziati dall’esplosione ma anche un lampo di determinazione: il rinnovato convincimento di restare in Afghanistan per compiere, fino in fondo, il proprio dovere.

Già, quello del dovere fatto sempre sino in fondo, a dispetto di tutto e di tutti, è sempre stato il filo rosso che ha legato le vicende della Folgore, da El-Alamein sino a Kabul, ed è la sua stessa essenza.

Nel il giorno del dolore, l’intera nazione si è riscoperta coesa.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. Vincenzo Di Guida

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Roma, 20 settembre 2009: Una moltitudine in fila sotto la pioggia in attesa dell’apertura della camera ardente.

Sono centinaia, anzi migliaia, le persone che attendono silenziose ed ordinate all’esterno del padiglione dell’ospedale Celio dove è stata allestita la camera ardente per i sei militari della Folgore violentemente scomparsi a Kabul.

Restano immobili, e pure pioviggina questo pomeriggio, per dare un estremo saluto a quei parà che neppure conoscevano ma che ormai hanno adottato d’istinto nei loro cuori di italiani.

La giornata è trascorsa secondo i programmi annunciati, con l’impietoso ma dovuto atto dell’esame autoptico da parte delle Autorità.

Incaricato dalla Procura inquirente è stato l’Istituto di Medicina legale dell’Università “La Sapienza” di Roma, nelle persone del suo Direttore Prof. Giancarlo ARBARELLO e del Prof. Ozrem CARELLA PRADA.

Il referto dell’autopsia inviato al Procuratore aggiunto Pietro SAVIOTTI e al Sostituto Giancarlo AMATO, titolari del fascicolo aperto per strage con finalità di terrorismo, parla laconicamente di morte per trauma da esplosione.

Da alcune indiscrezioni sembrerebbe che subito dopo la violenta esplosione, causata da non meno di 150Kg di esplosivo (ma alcuni sarebbero dell’opinione che il quantitativo di esplosivo utilizzato potrebbe addirittura essere il doppio), sarebbe seguito un conflitto a fuoco tra i militari italiani sopravvissuti ed alcuni terroristi, poi messi in fuga dalla reazione dei parà.

Nel frattempo, i Carabinieri dei ROS sono sul posto e stanno conducendo i rilievi scientifici del caso. Parimenti sono al vaglio degli inquirenti tutte le immagini disponibili, alcune delle quali molto crude, in cui si vedono chiaramente resti umani sparsi qua e là sull’asfalto e che per il senso di umana pietà che alberga nella nostra coscienza, diversamente da quanto ravvisato da un paio di testate giornalistiche regolari, preferiamo non rilanciare su questo sito.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. Vincenzo Di Guida

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Roma, 20 settembre 2009: Rientrati i corpi dei sei parà.

Alle ore 9,30 in punto, il C-130 dell’Aeronautica Militare è atterrato all’aeroporto di Ciampino recando nel suo grembo d’acciaio, i poveri corpi dei sei parà trucidati dai terroristi Afghani.

Presente all’arrivo delle salme, i parenti delle vittime, le Autorità civili e militari capeggiate dal Presidente della Repubblica Giorgio NAPOLITANO.

Attentato di Kabul - Rientro in Italia delle salme

(Foto: fonte ANSA)

Lo stesso Capo dello Stato, si è inchinato sulle bare soffermandosi su ogn’una di esse per qualche istante in profonda riflessione e per tributare, a nome di tutta la Nazione Italiana che rappresenta, la gratitudine ed il rispetto verso questi uomini.

Commovente, la presenza del figlioletto del Sergente Maggiore VALENTE che ha indicato con grande dignità il feretro nel quale ora riposano le spoglie mortali del suo papà.

Troppo piccolo per perdere un padre ma già grande per mostrare lo stesso spessore caratteriale.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. Vincenzo Di Guida

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Roma, 19 settembre 2009: Attentato di Kabul – promozione al grado superiore.

Sulla base delle vigenti disposizioni in materia, i militari caduti nell’attentato di Kabul, sono stati promossi al grado superiore a far data dal 16 settembre 2009:

– Tenente Antonio Fortunato promosso Capitano;

– Sergente Maggiore Roberto Valente promosso Sergente Maggiore Capo;

– Caporal Maggiore Scelto Massimiliano Randino promosso Caporal Maggiore Capo;

– 1° Caporal Maggiore Matteo Mureddu promosso Caporal Maggiore Scelto;

– 1° Caporal Maggiore Giandomenico Pistonami promosso Caporal Maggiore Scelto;

– 1° Caporal Maggiore Davide Ricchiuto promosso Caporal Maggiore Scelto.

(fonte: Stato Maggiore Esercito)

Pubblicazione a cura de:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. Vincenzo Di Guida

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Napoli, 19 settembre 2009: La sezione A.N.P.d’I. di Napoli parteciperà ai funerali delle vittime.

Si avvisano tutti i soci che lunedì mattina p.v. si terranno a Roma i funerali di Stato per tutti e sei i caduti dell’attentato di Kabul.

A tal proposito, si invitano tutti coloro che intendessero partecipare, a contattare direttamente il Presidente della Sezione di Napoli, par. Franco Esposito, al fine di concordare appuntamenti e mezzi di trasporto.

In ogni caso, l’appuntamento dato dal Presidente nazionale A.N.P.d’I., par. Giovanni FANTINI, è per le ore 08,00 presso la sede nazionale dell’Associazione sita in Roma via Sforza 5, oppure per le ore 09,00 presso la basilica di S. Pietro fuori le mura Via Ostiense 146 – Roma.

La solenne cerimonia funebre, è prevista per le ore 13,00 e in tutta la penisola sarà osservato un minuto di silenzio.

La salma del napoletano Serg. Maggiore Valente, sarà poi trasferita a Napoli dove, stando alle notizie non ufficiali disponibili (Ndr: oggi, 19/09/09),  il pomeriggio dello stesso giorno di lunedì sarà allestita la camera ardente nella Sala dei Baroni al Maschio Angioino mentre i funerali avranno luogo presso la chiesa di S. Vitale (Fuorigrotta) martedì mattina alle ore 10,30.

La Sezione paracadutisti A.N.P.d’I. di Napoli, intende essere presente anche ai funerali napoletani e, pertanto, si invitano tutti i soci a tenersi liberi per il pomeriggio di lunedì ed a convergere nei locali della sezione, o direttamente presso il Maschio Angioino e la chiesa di S. Vitale, per gli orari che saranno successivamente indicati sul nostro sito e via email.

In entrambe le occasioni, è stabilito l’indosso della divisa sociale (pantaloni grigi, camicia celeste, cravatta sociale, giacca blu, basco amaranto con fregio metallico, aquila di brevetto).

SI CONSIGLIA A TUTTI GLI INTERESSATI DI SCARICARE FREQUENTEMENTE LA POSTA ELETTRONICA E DI CONSULTARE PERIODICAMENTE IL NOSTRO SITO, IN QUESTA PAGINA RELATIVA ALLE NEWS, PER ESSERE TEMPESTIVAMENTE INFORMATI DI EVENTUALI NOVITA’ O MODIFICHE DEI PROGRAMMI.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. Vincenzo Di Guida

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Napoli, 19 settembre 2009: Il messaggio del Presidente nazionale dell’A.N.P.d’I., Gen. Giovanni FANTINI, ai vertici della Brigata Folgore.

AL
COMANDANTE BRIGATA
AL
COMANDANTE DISTACCAMENTO

Con animo straziato, ma a ciglio asciutto l’A.N.P.d’I. si stringe, inchinando più di cento Labari in reverente omaggio al sacrificio dei commilitoni in armi, ai confratelli della Folgore che ancora una volta da El Alamein a Kabul con generoso coraggio dimostrano cosa sia il senso del dovere e l’amore per la Patria dei paracadutisti italiani.

IL PRESIDENTE NAZIONALE
Par. Giovanni FANTINI

Pubblicazione a cura de:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. Vincenzo Di Guida

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Napoli, 18 settembre 2009: Confermata la dinamica dell’attentato di Kabul.

Come filtrato sin dalle prime ore dopo l’attentato che ieri, 17 settembre 2009, ha causato la morte di sei militari della Folgore, è stato pressoché confermata la dinamica dell’evento.

I dieci militari a bordo dei due mezzi “Lince” stavano effettuando un servizio navetta dall’aeroporto al campo base quando alle ore 12,10 (Ndr: le 9,40 in Italia) una Toyota Corolla di colore bianco, una vettura diffusissima nella capitale afghana, è riuscita a insinuarsi tra loro con una repentina manovra:

Attentato di Kabul a

A questo punto, il kamicaze alla guida dell’auto bomba ha azionato il detonatore che ha fatto brillare gli oltre 150 Kg di esplosivo stipati nella macchina

Attentato di Kabul b

La violentissma esplosione provoca la morte istantanea di tutti e cinque i militari a bordo del primo blindato e la proiezione sulla carreggiata opposta del mezzo:

Attentato di Kabul c

A bordo del secondo Lince, muore solo un militare mentre gli altri quattro rimangono feriti essenzialmente per ustioni e barotraumi.

Il violentissimo scoppio, non tiene indenne la popolazione civile che sta transitando nell’area poichè muoiono 15 afghani, tra cui 4 poliziotti, e ancora più numerosi sono i feriti:

Attentato di Kabul 3

Anche gli edifici prospicienti il luogo dell’attentato vengono pesantemente danneggiati:

Attentato di Kabul 4

Per dare un’idea della violenza dell’esplosione, si riportano le foto dei blindati Lince, mezzi considerati “leggeri” ma stazzanti comunque ben sette tonnellate ciascuno, dei quali il primo è stato praticamente disintegrato (tutto cià che rimane è il pianale capovolto che si vede in basso a destra della foto, proiettato nell’altra carreggiata):

Attentato di Kabul 1

mentre il secondo mezzo subisce comunque dei notevolissimi danni alla parte anteriore:

Attentato di Kabul 2

Tutta l’azione si è svolta in pochi secondi con modalità tali da non consentire di prevedere o “parare” l’attacco.

 (Fonte foto: La Stampa)

Montaggio sequenza fotografica e testi a cura de:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. Vincenzo Di Guida

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Napoli, 18 settembre 2009: Le foto dei sei parà uccisi nell’attentato di Kabul.

Rivolgiamo un mesto e deferente omaggio ai nostri valorosi soldati, caduti nell’adempimento del loro dovere:

I sei parà della Folgore uccisi nell'attentato di Kabul

I sei parà della Folgore uccisi nell'attentato di Kabul

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Napoli, 17 settembre 2009: Tra i parà morti anche un napoletano.

Questi i nomi dei sei paracadutisti trucidati stamani dai terroristi talebani:

– Tenente Antonio FORTUNATO, nato a Lagonegro (PZ), classe 1974, in forza al 186° Rgt;

– Serg. Mag. Roberto VALENTE, nato a Napoli, classe 1972, in forza al 187° Rgt;

– 1^ CM Matteo MUREDDU, nato a Oristano, classe 1983, in forza al 186° Rgt;

– 1^ CM Giandomenico PISTONAMI, nato a Orvieto (PG), classe 1983, in forza al 186° Rgt;

– 1^ CM Massimiliano RANDINO, nato a Pagani (SA), classe 1977, in forza al 183° Rgt;

– 1^ CM Davide RICCHIUTO, nato a Glarus (Svizzera), classe 1983, in forza al 186° Rgt.

Tra di essi, come si può leggere, anche un napoletano la cui famiglia residente nella popolosa via Consalvo, ha già ricevuto la visita del Comandante del 2° FOD.

Proprio la moglie del Sergente Maggiore VALENTE ha dichiarato “mio marito era un paracadutista, io sono orgogliosa di lui”.

Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, ha dichiarato il lutto cittadino per il giorno nel quale vi saranno le esequie del Serg. Mag. Roberto VALENTE e nell’immediato ha disposto che le bandiere sugli edifici pubblici cittadini siano esposte a mezz’asta.

(Fonte: Congedati Folgore)

Adattamento e pubblicazione a cura de:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Kabul (Afghanistan), 17 settembre 2009: La Folgore paga un nuovo pesante contributo di sangue in terra Afghana.

Ci giunge ora la notizia che stamani, nell’ennesimo vile attentato perpretrato ai danni dei militari stranieri operanti in Afghanistan, hanno perso la vita sei nostri militari del 186° Reggimento afferente la Brigata Folgore.

Un ordigno posto su un’auto è esploso mentre un convoglio di 2 lince stava transitando nelle strade di Kabul. A quanto pare l’auto bomba, guidata da un talebano, è riuscita a inframmezzarsi tra i due mezzi italiani nell’intento di arrecare danni ad entrambi. Dei dieci militari complessivamente a bordo dei due lince, sei sono periti mentre altri quattro sono feriti ma, secondo le prime frammentarie notizie, non sarebbero in imminente pericolo di vita.

Oltre alle vittime italiane, sono svariati i morti anche tra i passanti civili e numerosi sono i feriti.

L’attentato alle forze ISAF, poi rivendicato dai Talebani, si inquadrerebbe nell’ambito dei loro intenti destabilizzatori. 

Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, ha immediatamente riferito la notizia in Parlamento che ha sospeso la seduta in segno di lutto e di solidarietà alle famiglie dei caduti e dei loro Reparti di appartenenza.

I nomi delle vittime, tra cui l’Ufficiale Tenente al comando del convoglio, non sono ancora noti alla stampa in quanto non è stato ancora possibile al Governo raggiungere tutte le famiglie per avvisarle in merito alla triste sorte toccata ai propri cari.

Il Ministro della difesa La Russa ha definito “infami e vigliacchi” gli aggressori dei nostri militari e ha concluso la sua relazione ribadendo con decisione “non ci fermeremo”.

Tutti noi, ci associamo al lutto che ha colpito la grande e generosa famiglia dei militari paracadutisti italiani.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Navelli (AQ), 06 settembre 2009: Il campo “Gesso 4” è stato spiantato.

L’emergenza terremoto Abbruzzo, per quanto riguarda i parà dell’A.N.P.d’I., è terminata con lo smontaggio del campo profughi di Navelli, l’unico gestito completamente dai paracadutisti.

Durante il fine settimana scorso, sono state smontate tutte le tende e le altre attrezzature e sabato pomeriggio scorso, è stato fatto l’ultimo ammaina bandiera alla presenza del neo eletto Presidente dell’A.N.P.d’I. Gen. Giovanni Fantini.

Al campo “Gesso 4”, anche con il significativo contributo di alcuni volontari della Sezione dei paracadutisti A.N.P.d’I. di Napoli, si sono concretizzati i seguenti numeri nei 5 mesi di missione:

– 151 giorni di presenza ininterrotta;
– 19 comuni del COM6 serviti;
– 85.000 pasti caldi preparati e distribuiti;
– 3.624 ore ininterrotte di servizio (h.24);
– 350 operatori, in larga parte Paracadutisti, impiegati a turnazione;
– 63.000 Kilometri percorsi dalla flotta mezzi;
– 58 tende montate;
– 200 container merci gestiti;
– alcune infrastrutture impiantistiche permanenti create ex novo.

Pur essendo la fine di un’esperienza drammatica per gli abbruzzesi (ma ricca di soddisfazioni umane per noi che l’abbiamo vissuta come soccorritori), riteniamo che è stata data ampia prova di efficienza e serietà, suscitando la gratitudine dei residenti e l’ammirazione di tutti.

Si spera che queste “prestazioni” non servano in futuro, ma i parà hanno dimostrato di aver creato una struttura efficiente e pronta in ogni momento di necessità.

Per tutti coloro che sono stati nei ranghi del personale del campo “Gesso 4” di Navelli l’appuntamento è a metà novembre, in occasione delle celebrazioni della Brigata Folgore a Livorno.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Farah, 14 luglio 2009: Vile attentato ad una pattuglia di nostri soldati. Muore il 1° Caporal maggiore par. Alessandro Di Lisio.

Solo ieri, è giunta la notizia che un vile attentato alle forze operanti in Afghanistan ha causato la morte di un nostro soldato della Folgore, il 1° Caporal maggiore Alessandro Di Lisio, e il ferimento di altri tre commilitoni.

Il 1° Caporal maggiore Alessandro Di Lisio

Il 1° Caporal maggiore Alessandro Di Lisio

La pattuglia, a bordo di un veicolo “Lince”, stava pattugliando un’area nella parte ovest del territorio Afghano, a circa 50km a  Nord-est di Farah.

Il Lince, è un veicolo multiruolo leggero (N.D.R. Il suo peso è di 7 tonnellate per dimensioni pari a 4,5mx2,1m con un’altezza pari a 2m) costuito dalla IVECO che intende sostituire l’ormai vetusto VM90. Il suo equipaggio è da tre a cinque militari che sono protetti da una blindatura capace di offrire buona resistenza da attacchi condotti con mine antiuomo o con ordigni improvvisati e fuoco da armi leggere. E’ quindi il veicolo tattico leggero di impiego ideale nelle aree ove si temono attacchi terroristici consentendo agili operazioni di trasporto di fanteria (N.D.R. Nelle versioni lunghe è utilizzato anche come ambulanza), e nelle missioni di pattugliamento. E’ dotato di torretta munita di mitragliatrice e con i suoi 4 cilindri in linea common rail da 3.000cmc e 190CV può sviluppare una velocità massima di 130Km/h.

Il veicolo multiruolo leggero "LINCE"

Il veicolo multiruolo leggero "LINCE"

Improvvisamente, un ordigno dissimulato sulla strada, è brillato e la violenta esplosione ha ribaltato il mezzo sul quale viaggiavano il Cap.le Di Lisio con i colleghi.

Per il Di Lisio, impegnato alla torretta del pesante mezzo ribaltatosi, non c’è stato scampo in quanto lo stesso risultava esposto all’esterno per almeno metà busto.

Gli altri tre commilitoni, protetti dalla blindatura del Lince sono feriti ma, stando alle notizie sino ad ora pervenute, non in imminente pericolo di vita e sono attualmente ricoverati a Kandahar in un “ROLE 3” (N.D.R. Un ROLE 3 è una struttura sanitaria idonea per trattamenti di chirurgia, cura e degenza a breve e medio termine). 

Il 1° Caporal maggiore Alessandro Di Lisio, era nato il 15 maggio 1984 a Campobasso ed era un paracadutista appartenente all’8 reggimento guastatori di stanza a Legnago e, dopo essere già stato in Iraq nel 2005, era stato selezionato per questa missione partendo con entusiasmo e senso del dovere circa quatro mesi or sono.

Infatti, in uno degli ultimi commenti lasciati sul suo spazio Facebook, aveva scritto: “La guerra è uno sporco lavoro ma qualcuno dovrà pur farla“.

Pur consci che nessuno potrà riportare Alessandro alla sua famiglia, non possiamo che unirci al generale cordoglio delle Forze Armate e di tutti coloro che hanno ben presenti i valori di Patria, Dovere, Onore, nella considerazione che la sua missione non era di portare la guerra ma quella, a favore delle sfortunate popolazioni afghane, dello sminamento e la bonifica dell’area (N.D.R. La piaga delle mine colpisce soprattutto gli stessi bambini del posto).

1° Caporal maggiore paracadutista Alessandro Di Lisio:

 PRESENTE!

 

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Napoli, 04/05/2009: Notizia dal sito “Congedati Folgore”.

(Messaggio ricevuto da Alberto Vezzoli, Presidente del Nucleo Paracadutisti Protezione civile di Cinisello):

Caro Webmaster,

voglio ringraziare personalmente i Volontari delle sezioni di Monza, Napoli, Bari, Livorno, Goceano (SS), Milano, che sono stati e sono tutt’ora con noi a Navelli.

Mi congratulo con la sezione di Monza per il lavoro svolto in silenzio e nel pieno rispetto di tutti gli occupanti del campo e soprattutto per lo spirito di sacrificio dimostrato dal loro referente Par.Crippa Francesco. Un grazie al Par.Alberto Bedendo, che per tutto il periodo in silenzio ha ininterrottamente prestato servizio in lavanderia, gestendo tutti i lavaggi necessari al campo.

Superbo l’operato della sezione di Napoli che con i suoi Volontari ha risolto vari problemi sia tecnici che logistici.

Instancabili i paracadutisti sardi che con Paolo il medico Dentista, stimato anche a L’Aquila, hanno fatto fare una bellissima figura a tutto il nostro campo.

Bravissimi i volontari di Bari che appena arrivati dopo 5 minuti sono stati spediti ad un Campo a 20 km. gestendolo con caparbietà.

Brava ed efficiente Livorno con l’incursore Serbali a capo del magazzino.

Bravi e grandi nella generosità tutti i Volontari che hanno prestato servizio fino ad oggi. Sappiano che nessuno di loro è passato inosservato e che sono benvoluti e stimati per tutto quello che hanno fatto e continueranno a fare.

Grazie al sacrificio di Franco Falzone e Signora, che ancora stanno
affrontando un turno doppio al campo, gestendo il coordinamento e la segreteria e grazie -infine- ai ragazzi in servizio al C.O.M.6

Menzione speciale ai ragazzi del magazzino superiore e magazzino campo e agli addetti alla cucina.

Un applauso al nostro Antonio Semeraro instancabile e sempre disponibile con tutti.

Ci attendono ancora parecchi mesi di lavoro.

A voi tutti dico….: Avanti così

come solo noi Paracadutisti sappiamo fare.



FOLGORE!!!!

 

(Fonte: Sito Congedati Folgore)

Pubblicazione a cura de:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Napoli, 29/04/2009: Notizia dal sito “Congedati Folgore”.

NAPOLI: EFFICIENZA SVIZZERA

Il gruppo di Napoli si è messo al lavoro a testa bassa al Campo base di Navelli. Pulizie, cucina, organizzazione, scarico e carico merci: sono pronti e disponibili per tutto. Sempre in ordine con l’uniforme e col basco calzato. Un esempio.

(Fonte: Sito Congedati Folgore)

Pubblicazione a cura de:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Napoli, 24/04/2009: Notizia dal sito “Congedati Folgore”.

NAVELLI-Giungono NUMEROSE le offerte delle sezioni ANPDI italiane per mandare propri associati a svolgere un turno di lavoro a Navelli.

Da Domani e per le prossime settimane arriveranno al Campo ANPDI COM13 , con cadenza programmata, le 25 unità di cambio-turno organizzate dai Paracadutisti milanesi del Nucleo protezione civile di cinisello, provenienti da

LIVORNO
BARI
NAPOLI
PAVIA
CARRARA
SARDEGNA
CREMONA
TORINO
BERGAMO
PINEROLO
MILANO
NUCLEO AUTONOMO BASSA MODENESE

(pubblicheremo a breve l’elenco completo per non dimenticare nessuno.-)

L’ANPDI Goceano ( Sassari) invierà dal 26 Aprile un paracadutista Dentista Paolo Cuguttu (specialista in odontostomatologia e chirurgia del cavo orale) con alcune attrezzature da campo che sarà a disposizione degli ospiti di Navelli per una intera settimana.
Saranno assistiti da Caterina Molotzu e Gianfranco Cuguttu, i quali si fermeranno per un periodo maggiore.

FRATELLANZA DELLE ALTRE SPECIALITA’ E DEGLI AMICI DEI PARACADUTISTI

Da Giovedi 7 a Domenica 10 Maggio al campo di Navelli sarà operativo un presidio sanitario specializzato in otorlinolaringoiatria e protesi audio acustiche.

Il presidio sarà composto dal Dott.Maurizio Masetti, medico presso il reparto di otorino laringoiatria dell’Arcispedale di Reggio Emilia e dal tecnico audioprotesista Stefano Roli.

A disposizione dei due sanitari anche diverso e numeroso materiale adudioprotesico nuovo

La squadra sarà composta inoltre anche dall’Alpino Paolo Comastri e dal Granatiere Luigi Davoli.

FERIE E DATORI DI LAVORO SONO SALVAGUARDATI DA UNA LEGGE PER LA PROTEZIONE CIVILE

Alberto Vezzoli rinnova l’invito di inviargli l’adesione per i turni futuri. Tutti saranno ricontattati ed inseriti nell’elenco dei turni, anche rispettando le esigenze dei singoli volontari.

Secondo le leggi vigenti, i volontari godranno delle agevolazioni prefettizie che proteggono le ferie del dipendente e sospendono il pagamento dei contributi per il datore di lavoro.

La legge è valida anche per un turno di pochi giorni.

Il Volontario ricevrà la nomina, prima della partenza, direttamente dal Consiglio dei Ministri- dipertimento Protezione Civile.

Ci dice Alberto al telefono : “l’ANPDI ha costituito la sua prima COLONNA MOBILE di PROTEZIONE CIVILE COL BASCO AMARANTO”.

Anche se speriamo non debba mai servire in futuro, si tratta di una struttura agile, reattiva, ben coordinata grazie all’esperienza dei Paracadutisti milanesi, che potrà essere utilissima per il futuro.

(Fonte: Sito Congedati Folgore)

Pubblicazione a cura de:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Napoli, 17 aprile 2009: Riunione operativa per i paracadutisti disponibili per l’emergenza Abruzzo.

Si è tenuta presso la sede della Sezione dei paracadutisti A.N.P.d’I. di Napoli una riunione dei soci dichiaratisi disponibili per gli avvicendamenti presso la tendopoli di Navelli (AQ), struttura impiantata e gestita completamente dal Nucleo di Protezione Civile dell’Associazione Nazionale dei Paracadutisti d’Italia.

Al già nutrito elenco di volontari, si è aggiunta un’altra unità portando a 13 il numero di paracadutisti napoletani che saranno inviati in Abruzzo nel breve termine.

I periodi che, al momento, sono stati assegnati all’A.N.P.d’I. Napoli sono le due settimane consecutive che vanno da domenica 26 aprile a domenica 10 maggio p.v.

Si è convenuto tra i partenti il seguente calendario di attivazione:

Settimana dal 26/04/2009 allo 03/05/2009:

– par. PERLEONARDI Antonio;

– par. DI GUIDA Vincenzo;

– par. CONTEMI Francesco;

– par. VINCIGUERRA Salvatore;

– par. MARLETTA Maurizio;

– par. VITOLO Marco.

Settimana dallo 03/05/2009 al 10/05/2009:

– par. ESPOSITO Francesco;

– par. FISCARIELLO Gennaro;

– par. PICCOLO Antonio;

– par. GEBBIA Domenico;

– par. CORRERA Marco;

– par. SICILIANO Luca;

– par. TRAPANI Carlo.

Prevedendo un periodo di alcuni mesi di attività del campo di Navelli, naturalmente l’impegno dell’A.N.P.d’I. Napoli non si esaurirà dopo queste due settimane e ulteriori partenze potranno avvenire in periodi futuri, eventualmente anche contando sulla disponibilità di altri associati.

Ai volontari sarà rilasciato il precetto per gli effettivi periodi di impiego, onde usufruire di tutti i benefici consentiti dalle Leggi vigenti.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Napoli, 15 aprile 2009: Attivazione paracadutisti della Sezione di Napoli per l’Abruzzo.

A seguito dell’appello rivolto a tutti i paracadutisti per dare la propria disponibilità nella qualità di volontari onde recarsi presso il campo di Navelli (AQ) ove è allestita una tendopoli gestita dalla Folgore e dall’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia A.N.P.d’I., hanno dato la propria disponibilità un nutrito numero di soci paracadutisti della Sezione di Napoli.

A fronte della specificità della richiesta di attivazione pervenuta nelle ore scorse, che allo stato considera solo i militari in congedo “che già hanno prestato servizio militare nella Brigata Paracadutisti “Folgore”, nel 4° Reggimento Alpini Paracadutisti e nel 1°Reggimento CC “Tuscania” e soci che hanno conseguito l’abilitazione al lancio“, come recita testualmente la richiesta trasmessaci, non potranno per il momento partire i soci simpatizzanti (cioè manchevoli del brevetto militare di paracadutismo o di abilitazione al lancio con paracadute militare).

Così stando attualmente le cose, risultano disponibili i seguenti soci:

– par. ESPOSITO Francesco;

– par. DI GUIDA Vincenzo;

– par. PICCOLO Antonio;

– par. FISCARIELLO Gennaro;

– par. PERLEONARDI Antonio;

– par. MARLETTA Maurizio;

– par. VINCIGUERRA Salvatore;

– par. CORRERA Marco;

– par. GEBBIA Domenico;

– par. VITOLO Marco;

– par. SICILIANO Luca;

– par. TRAPANI Carlo.

Naturalmente auspichiamo vivamente che nel seguito potranno essere modificate le regole di attivazione, dando la possibilità anche ai soci simpatizzanti di poter concretamente dare il proprio prezioso contributo.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Napoli, 12 aprile 2009: Terremoto in Abruzzo e richiesta di attivazione paracadutisti.

Domenica scorsa, 05/04/09, alle ore 03,32 (ora legale), come ormai tristemente noto, in Abruzzo la provincia de L’Aquila è stata scossa violentemente da un sisma di magnitudo pari a 5,8 della scala Richter della durata di circa 20 secondi. L’epicentro del terremoto è stato localizzato a 5Km al di sotto di Arischia.

Sismogramma Osservatorio Vesuviano dello 06-04-09 h.03,32
Sismogramma Osservatorio Vesuviano dello 06-04-09 h.03,32

Gli effetti di tale sisma, avvertiti distintamente anche nelle regioni limitrofe (anche a Napoli sono molti coloro che sono stati svegliati nottetempo), sono stati pari al nono grado della scala Mercalli (NDR: un sisma di grado nono della scala Mercalli è classificato come disastroso con rovina totale di alcuni edifici e molte vittime umane) anche in considerazione della tipologia costruttiva degli edifici delle aree colpite.

Ciò ha significato la morte di circa 300 persone che sono state travolte dai crolli delle abitazioni nelle quali riposavano e circa 52.000 sfollati hanno dovuto precipitosamente lasciare le loro case, spesso provvisti solo di indumenti intimi, trovando rifugio nella maggioranza dei casi nelle tendopoli all’uopo realizzate dalla Protezione Civile.

Difatti si stima che circa 32000 persone vivono negli accampamenti realizzati nelle zone colpite dal sisma mentre solo 18000 sono state sistemate negli alberghi della costa pescarese.

Solo pochi altri sfollati, circa 2000 persone, hanno trovato accoglienza presso parenti o amici in altre Regioni.

Terminata la prima fase dell’emergenza, quella relativa alla settimana ormai trascorsa caratterizzata dagli onori della cronaca e dalle alternate fasi di esultanza, quando si è potuto strappare dalle macerie persone ancora in vita, e alla triste conta dei deceduti, ora si apre una seconda fase, certamente meno interessante giornalisticamente, ma ove è necessario gestire nel quotidiano le necessità della grande massa degli sfollati alloggiati nelle tendopoli per un periodo di tempo che si stima non inferiore ad alcuni mesi.

Difatti, sono di oggi dichiarazioni per le quali i più fortunati, i pochi per cui la casa sarà riconosciuta agibile, non potranno rientrare prima di un paio di mesi per consentire le necessarie perizie ai tecnici mentre per gli interventi di consolidamento o di ricostruzione, ci vorrà logicamente molto di più.

A fronte del rilevante numero di sfollati e delle lunghe tempistiche attese, è necessario reperire un gran numero di volontari che diano la disponibilità ad essere inseriti in turnazioni settimanali di modo da poter contare sempre su forze fresche alle quali non si può obiettivamente chiedere di allontanarsi dal proprio lavoro e dalle proprie famiglie per periodi di lunghezza insostenibili, nonostante i benefici concessi dalla Legge ai volontari in questi casi.

Tutto ciò premesso, l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (A.N.P.d’I.), tramite il costituito nucleo N.P.P.C. (Nucleo Paracadutisti Protezione Civile) messo agli ordini del Generale Maurizio Fioravanti su delega del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, ha chiesto a tutte le sezioni la disponibilità degli associati per consentire di disporre del numero di volontari necessari per la prevista turnazione.

E’ necessario precisare che non servono particolari qualifiche o specializzazioni ma solo tanta buona volontà in quanto i servizi cui bisogna attendere sono molto variegati e riguardano, per lo più, mansioni di logistica (ad es. distribuzione pasti, allestimenti campali, etc.) e che le condizioni nelle quali si opererà saranno tutt’altro che agevoli, mettendo a dura prova la resistenza psicologica e fisica dei volontari.

Amici, se è vero (come è vero) che i paracadutisti si evidenziano nel momento del bisogno con spirito di abnegazione e sacrificio, questo è il momento di fare uno sforzo concreto per portare a tutti quegli sfortunati un minino di sostegno materiale e, perchè no, morale.

Se è vero (come è vero) che i paracadutisti non temono le più diffici sfide psicologiche e fisiche, non restiamo a guardare mentre un intera provincia langue nella disperazione.

Non dimenticate, se avete seguito  le trasmissioni che si susseguivano nelle ore immediatamente successive al sisma, le invocazioni degli scampati che chiedevano sempre: “NON ABBANDONATECI”.

Date la vostra disponibilità, non abbandonate coloro che sono stati così duramente provati.

Onoriamo fattivamente la memoria di quanti hanno sacrificato ben più che pochi giorni del proprio tempo (ricordiamoci dei martiri di El Alamein), dando la nostra disponibilità per le turnazioni.

Abbiamo bisogno di tutti. 

(NDR: Le disponibilità potranno essere dichiarate alla scrivente segreteria che provvederà ad inviare i nominativi agli Uffici competenti onde consentire il rilascio dei necessari permessi per accedere ai siti e per ricevere la vestizione di sicurezza).

 F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Herat (Afghanistan), 03 aprile 2009:

Cambio della guardia tra la cedente Brigata Julia e la subentrante Brigata Folgore.

Gli alpini della brigata Julia agli ordini del Gen. Paolo Serra, hanno lasciato il posto ai fanti dell’aria della Brigata Folgore agli ordini del  Gen. B. Rosario Castellano il quale, da oggi, diviene nuovo Isaf  West Commander.

Il Generale Paolo Serra
Il Generale Paolo Serra

Presente all’avvicendamento, avvenuto presso la base di Herat denominata “Camp Arena”, il Presidente del Senato Renato Schifani che ha ribadito la necessità di mantenere l’impegno italiano a sostenere il difficile, ma necessario, processo di pace e di democratizzazione in atto in Afghanistan.

Il Presidente del Senato Renato Schifani
Il Presidente del Senato Renato Schifani

L’inquilino di Palazzo Madama, ha ricevuto in dono dal Gen. Castellano una boccetta con la sabbia di El Alamein e, prendendo spunto, ha concluso il suo breve discorso ricordando tutti i caduti italiani nelle missioni di pace all’estero dicendo: “non cadrà nell’oblio chi ha immolato la vita per il raggiungimento di questi nobili fini”.

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Il Generale Rosario Castellano

In tutto, sono 2700 i militari italiani in Afghanistan, la più imponente delle nostre missioni internazionali. 600 sono a Kabul, oltre 2000 a Herat, dove la Folgore, spiega il generale Valotto ci resterà per altri sei mesi ” a meno che le elezioni afghane, nel caso di un ballottaggio non richiedano una proroga”.

Cartina dell'Afghanistan
La cartina dell’Afghanistan nel 2007

Il contingente internazionale consta di quasi 3mila uomini (oltre 2mila gli italiani, gli altri divisi in spagnoli lituani albanesi e sloveni) e l’impegno italiano che si farà più consistente con l’invio altri 240 uomini in occasione delle presidenziali di agosto, anche in vista di un probabile intensificarsi dell’attività ostile, già iniziata.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Nassiriya 12/11/2003:

Si ricorda a tutti i soci che in questi giorni ricorre l’aniversario del grave attentato subito dai nostri militari a Nassirya (base Maestrale) che erano in missione di peacekeeping a seguito della risoluzione ONU 1483 del 22 maggio 2003.

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L’attentato del 12 novembre 2003, provocò 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni.

Gli italiani sono:

  • carabinieri: 
    • Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
    • Giovanni Cavallaro, sottotenente
    • Giuseppe Coletta, brigadiere

    • Andrea Filippa, appuntato
    • Enzo Fregosi, sottotenente
    • Daniele Ghione, maresciallo capo
    • Horatio Majorana, appuntato
    • Ivan Ghitti, brigadiere
    • Domenico Intravaia, vice brigadiere
    • Filippo Merlino, sottotenente
    • Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
    • Alfonso Trincone, sottotenente
  • militari dell’esercito: 
    • Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
    • Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
    • Massimo Ficuciello, capitano
    • Silvio Olla, maresciallo capo
    • Pietro Petrucci, caporal maggiore
  • civili:
    • Marco Beci, cooperatore internazionale
    • Stefano Rolla, regista

Inoltre l’attentato provocò circa 140 feriti.

I fatti:

Alle ore 10:40 ora locale (UTC +03:00), le 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti la base militare italiana, provocando l’esplosione del deposito munizioni della base e la morte di diverse persone tra militari e civili. Il tentativo di Andrea Filippa, guardia all’ingresso della base “Maestrale”, di fermare, con il mitragliatore pesante in dotazione, i due kamikaze risulta vano, anzi, gli attentatori risposero al fuoco con i kalashnikov (fonte Wikipedia).

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Si invitano tutti i soci a rivolgere un deferente pensiero a questi valorosi che hanno espletato il loro dovere morendo per un ideale di pace.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Roma 12/11/2008:

E’ stata la rottura di una pala a provocare lo schianto di un elicottero dell’Aeronautica in Francia lo scorso 23 ottobre, costato la vita agli otto militari italiani a bordo.

E’ quanto è emerso da un’inchiesta dell’Aeronautica, che in una nota sottolinea come un incidente del genere non si fosse mai verificato prima all’HH-3F, il modello dell’elicottero caduto.

“Gli elementi più significativi emersi evidenziano un problema di natura tecnica che ha causato la rottura di una pala del rotore principale. La rottura ha comportato, successivamente, la perdita del rotore di coda e l’impatto dell’elicottero con il terreno”, si legge nella nota.

“L’incidente risulta essere l’unico a fattore tecnico in circa 30 anni di vita operativa dell’elicottero HH-3F”, sottolinea l’Aeronautica, che quattro giorni dopo l’incidente ha deciso di sospendere l’attività di volo degli elicotteri HH-3F e SH-3D a titolo precauzionale.

L’elicottero, partito da Rimini, era precipitato durante un volo di trasferimento da Digione a Florennes, in Belgio, dove gli otto militari avrebbero dovuto prendere parte a un’esercitazione multinazionale.

“Sono in corso ulteriori accertamenti in sinergia con le autorità giudiziarie, sia per il più rapido accertamento delle cause per finalità di prevenzione, sia per il ripristino della piena prontezza operativa dell’intera flotta e del servizio S.A.R. (Search and Rescue, ndr). Al momento il servizio di soccorso aereo viene parzialmente assicurato con gli elicotteri AB-212”, conclude la nota.

(Fonte: Reuters)

Pubblicazione a cura:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Caserta 04/10/2008:

Sono iniziate oggi le operazioni di pattugliamento e controllo da parte dei parà del 186° Reggimento e già sono stati operati fermi ed almeno un arresto.
Si tratta di un nigeriano che è stato colto in flagranza di reato mentre tentava di incendiare la saracinesca di un negozio gestito da un connazionale.
Gli uomini agli ordini del Tenente Colonnello Aldo ZIZZO, sono costituiti da militari del 5° Battaglione “El Alamein”, facenti parte delle compagnie 11° “Peste”, 13° “Condor”, 14° “Pantere”, 15° “Diavoli Neri” e la Compagnia Comando e Servizi denominata “Sorci Verdi”.
L’area attualmente battura dalle pattuglie della Folgore si estende da Castelvolturno (ndr: località ove recentemente sono avvenuti fatti crimonosi tra camorra ed immigrati), all’agro aversano, dall’area di Casal di Principe alla importante statale “Domitiana” e sino ai confini col Lazio.
Tra i parà della Brigata Folgore operanti nel casertano, che alloggiano presso la Reggia di Caserta ove è sita la scuola sottufficiali dell’Areonautica Militare, sono presenti donne e c’è anche una giovane Tenente.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Caserta 03/10/2008:

Il Presidente della Repubblica ha firmato ieri il decreto che consente l’impiego operativo di 500 militari del 186° Reggimento della Brigata Folgore, agli ordini del Tenente Colonnello Aldo ZIZZO, per contrastare la camorra nell’area del casertano.
Il decreto, che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.231 uscita stamani, autorizza l’impiego operativo dei militari sino al 31 dicembre.
Già nella giornata odierna, sarebbero stati presi precisi accordi al fine di stabilire le modalità di dislocazione dei parà sul territorio.
L’impiego operativo dei militari, destinati a compiti di pattugliamento e controllo, consentirà anche di liberare centinaia di agenti delle Forze dell’Ordine che potranno così dedicarsi alle attività investigative.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Livorno 02/10/2008:

E’ finita con un centinaio di ragazzini in campo a darsi battaglia per conquistare la palla ovale, la tre giorni di addestramento che i giocatori del Rugby Livorno hanno seguito al Complesso Multifunzione ”Lustrissimi” con i paracadutisti della Folgore. La conclusione del massacrante stage – il primo in Italia -sostenuto dagli atleti è stata festeggiata infatti insieme ai mini rugbysti delle categorie dai sette ai diciassette anni che sotto le ”torri di ardimento” dei parà hanno dato inizio alla loro stagione agonistica.

Una delle torri col ponte tibetano

Una delle torri col ponte tibetano

Attraversamento del ponte tibetano a 16m di altezza

Attraversamento del ponte tibetano a 16m di altezza

Per i 40 atleti che hanno partecipato al corso non sono stati davvero giorni facili. Divisi in squadre, si sono infatti alternati nei passaggi sul ponte himalayano e nelle arrampicate sulle torri, nel percorso sotterraneo ”pantegana” (un lungo e stretto dedalo di cunicoli completamente al buio fatto apposta per superare la paura della claustrofobia) e nel percorso ”cinghiale” che alterna invece salite e discese con la corda a passaggi nel fango tra sbarramenti e reticolati di filo spinato. In acqua i giocatori bianco verdi hanno invece affrontato la prova che alla fine tutti hanno valutato come la più dura: quella del nuoto operativo.

La prova di nuoto operativo

La prova di nuoto operativo

Completamente vestiti, per tre ore e mezzo, hanno dovuto nuotare trascinandosi dietro un secchio, immergersi per recuperare oggetti e galleggiare impugnando un pezzo di catena. Tutte prove analoghe a quelle che i militari devono sostenere per due mesi per poter accedere al corso di preparazione al lancio che li consacrerà poi paracadutisti.
E come i paracadutisti i giocatori sono stati svegliati nel cuore della notte dal suono di una sirena e spediti a correre sul percorso ”ginnico sportivo” per affrontare, poche ore dopo la zavorrata: il trasporto cioè per tutto il perimetro del campo, oltre cinque chilometri, di una pesantissima ruota da camion.
In mezzo al bosco dell’altra base della Folgore, quella di Valle Ugione, invece percorso di una decina di chilometri di orienteering con carta topografica e bussola alla mano per imparare a non perdere la calma anche sotto stress trovando i punti di obbligato passaggio.

La partitella Brigata Folgore vs. Rugby Livorno

La partitella Brigata Folgore vs. Rugby Livorno

Prove severe finalizzate a rafforzare lo spirito di squadra e al superamento delle propri limiti psico fisici: dalla fatica alle vertigini dalla claustrofobia al mantenimento della massima lucidità mentale. Tre sole le rinunce, segno della buona preparazione degli atleti – sia la prima squadra che la giovanile under 19 militano nel campionato di serie A – e grande soddisfazione da entrambe le parti. Una soddisfazione che è stata espressa sia dal Comandante del complesso, il Colonnello Maurizio Mazza che ha premiato gli atleti con un attestato, che dal Presidente del Rugby Livorno Sergio Tobia. Mazza ha spiegato come questa attività rientri nella continua apertura che la Brigata Folgore ha verso le città che ospitano le sue Unità, mentre Tobia ha voluto tributare un omaggio a un reparto i cui uomini sono in grado di operare indifferentemente nella preparazione degli atleti come negli interventi di peace keeping all’estero o nel supporto alle Forze dell’Ordine (ndr: l’iniziativa si è svolta dal 26 al 28 settembre u.s.).

(Fonte: Ufficio Stampa Folgore)

Pubblicazione a cura:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Caserta 01/10/2008:

Parà a Caserta contro la camorra.

Sono giunte oggi le prime avanguardie del piccolo contingente che affiancherà le Forze dell’Ordine nei compiti di pattugliamento e controllo del territorio.
Dalle prime notizie sembra che i parà a Caserta saranno circa 500 e provengano dal 186° reggimento.
Ad attenderli c’era il Ministro della Difesa Ignazio La Russa.
L’effettivo impiego operativo sarà possibile solo dopo la firma del necessario decreto da parte del Presidente della Repubblica.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

Il presidio sarà composto dal Dott.Maurizio Masetti, medico presso il reparto di otorino laringoiatria dell’Arcispedale di Reggio Emilia e dal tecnico audioprotesista Stefano Roli.

A disposizione dei due sanitari anche diverso e numeroso materiale adudioprotesico nuovo

La squadra sarà composta inoltre anche dall’Alpino Paolo Comastri e dal Granatiere Luigi Davoli.

FERIE E DATORI DI LAVORO SONO SALVAGUARDATI DA UNA LEGGE PER LA PROTEZIONE CIVILE

Alberto Vezzoli rinnova l’invito di inviargli l’adesione per i turni futuri. Tutti saranno ricontattati ed inseriti nell’elenco dei turni, anche rispettando le esigenze dei singoli volontari.

Secondo le leggi vigenti, i volontari godranno delle agevolazioni prefettizie che proteggono le ferie del dipendente e sospendono il pagamento dei contributi per il datore di lavoro.

La legge è valida anche per un turno di pochi giorni.

Il Volontario ricevrà la nomina, prima della partenza, direttamente dal Consiglio dei Ministri- dipertimento Protezione Civile.

Ci dice Alberto al telefono : “l’ANPDI ha costituito la sua prima COLONNA MOBILE di PROTEZIONE CIVILE COL BASCO AMARANTO”.

Anche se speriamo non debba mai servire in futuro, si tratta di una struttura agile, reattiva, ben coordinata grazie all’esperienza dei Paracadutisti milanesi, che potrà essere utilissima per il futuro.

 

(pubblicheremo a breve l’elenco completo per non dimenticare nessuno.-)

 

L’ANPDI Goceano ( Sassari) invierà dal 26 Aprile un paracadutista Dentista Paolo Cuguttu (specialista in odontostomatologia e chirurgia del cavo orale)

con alcune attrezzature da campo che sarà a disposizione degli ospiti di Navelli per una intera settimana.
Saranno assistiti da Caterina Molotzu e Gianfranco Cuguttu, i quali si fermeranno per un periodo maggiore.


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