Notizie utili

Napoli 22/04/2009: Equipaggiamento personale consigliato per emergenza Abruzzo.

Dopo svariati contatti con i responsabili del Campo di Navelli (AQ), ove sta operando il Nucleo Paracadutisti Protezione Civile (N.P.P.C.) e dove sono diretti i volontari paracadutisti della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli, si sono avute indicazioni utili in merito all’equipaggiamento personale che viene consigliato di recare con sé.

Nel seguito, è bene specificarlo, ogni notizia è riferita alla situazione odierna.

Nel campo di Navelli, nonostante l’impegno dei paracadutisti, non c’è elettricità in tutte le tende e si lavora per migliorare la situazione. Probabilmente questo sarà uno dei compiti cui saranno chiamati a concorrere i paracadutisti napoletani. Ciò significa che al di là dell’illuminazione esterna data dalla torre fari, le tende sono al buio e al freddo. Naturalmente non è pensabile di riscaldare e/o illuminare le tende con dispositivi a fiamma viva per ovvie ragioni di sicurezza antincendio.

La temperatura scende nottetempo intorno a pochi gradi sopra lo zero (siamo pur sempre a oltre 760 m.s.l.m.) ed il freddo si fa ancora sentire in questo periodo.

La copertura di telefonia cellulare non è assicurata in quanto, come ci hanno riferito, il terremoto ha danneggiato un importante ripetitore (Nota Bene: avvisare la propria famiglia della possibilità di non essere rintracciabili).

I servizi igienici sono numericamente pochi in raffronto agli utenti e le docce sono ancora di meno. Inoltre, non c’è acqua calda.

A tutto ciò, nei giorni scorsi è piovuto con insistenza con le conseguenze che questo può comportare (fango nel campo, alcune tende allagate, sensazione di freddo notturno ancora più intensa).

Le tende possono accogliere dalle 6 alle 8 persone e, quindi, si ritiene che ad ogni squadra di volontari possa esserne assegnata una pur se con spazi personali ridotti.

Il vestiario di sicurezza, quello ad altra visibilità giallo/blu, non è sufficiente per tutti e, spesso, gli abiti smessi dal turno settimanale precedente passano direttamente in eredità ai volontari del turno della settimana seguente senza transitare per la lavanderia.

Analogamente, sembra che non vi sia abbondanza di coperte.

Insomma, una situazione molto difficile che solo grazie al costante impegno dei paracadutisti che si avvicendano settimana dopo settimana con turni di servizio h.24, non degenera in dramma.

Tutto ciò premesso, è stato preliminarmente consigliato di portare al seguito quanto meno bagaglio possibile (cioè portare solo cose realmente indispensabili per “sopravvivere” una settimana). Quanto segue, pertanto, è solo un consiglio di un possibile equipaggiamento personale basato sulle indicazioni ricevute (e su esperienze pregresse):

– Biancheria intima (mutandine e magliette) con ricambi sufficienti le esigenze personali;

– Calzature anfibie;

– Scarpette o pianelle (facoltative);

– Calzettoni in lana o spugna in numero sufficiente le esigenze personali (evitare i calzini sottili in quanto mal si sposano con gli anfibi che dovranno essere portati 14/16 ore al giorno per sette giorni consecutivi);

– Due mimetiche, delle quali una indossata già durante il viaggio ed un’altra in borsa (in alternativa alla seconda mimetica, una tuta da ginnastica). Nota Bene: sulle mimetiche non andranno apposti gradi o altre mostreggiature militari ma solo distintivi A.N.P.d’I. / Paracadutisti);

– Giaccone parka (o equivalente anche non militare);

– Cerata da pioggia (o kway giacca/pantalone);

– Basco amaranto di ordinanza A.N.P.d’I.;

– Maglione, lupetto e/o paille;

– Cinturone (facoltativo);

– Cellulare (Nota Bene: dotarsi anche di cavetto per ricarica tramite presa accendino auto o partire con batteria cellulare completamente carica e prevederne l’accensione per un utilizzo di pochi minuti al giorno);

– Carta di identità, patente, lettera di convocazione;

– Soldi per anticipo spese viaggio e possibili spese personali secondo prevedibili esigenze;

– Carta bancomat e/o credito (facoltative);

– Penna e carta;

– Posate personali (tipo campeggio);

– Coltellino multiuso tipo Victorinox o pinza multiuso tipo Wenger;

– Un cordino di due / tre metri utile per stendere biancheria o per appendere la borsa alle strutture della tenda evitando di bagnarne il contenuto in caso di allagamento della tenda;

– Pacco di fazzolettini umidificati per l’igiene intima;

– Barattolino di sapone liquido o saponetta;

– Spazzolino e dentifricio;

– Rotolo di carta igienica o di carta tipo Scottex;

– Barattolino di talco;

– Tubetto di crema di fissan;

– Crema da barba e lamette secondo esigenze personali;

– Asciugamani;

– Sacco a pelo o coperta pesante;

– Borsa o zaino (consigliato tipo militare) per contenere il tutto.

In caso si facesse la scommessa di poter fare la doccia e se resta spazio in borsa, tornerebbe utile portare un accappatoio, un costume da bagno e un paio di pianelle (ma tale possibilità sembra, al momento, remota).

Infine lampade da campeggio del tipo a batteria o a dinamo, se qualcuno ne dispone, saranno certamente utili comodità in caso di effettiva indisponibilità di energia elettrica in tenda.

Si ribadisce che l’elenco sopra riportato è solo un’indicazione per non dimenticare cose indispensabili. Ciascuno, in base alla propria esperienza e sensibiltà, è libero di apportarvi le modifiche che ritiene del caso e graditi sono e saranno tutti i suggerimenti.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Come entrare nel Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania:

Si riprende un interessante inserto, apparso qualche tempo fa sul sito “Militari Forum”, circa le modalità di accesso al Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania.

Per entrare nei tuscania devi fare il vfp1, congedarti ed aspettare il corso cc dopo il corso cc affronti le selezioni per il tuscania e se ti vanno male resti cc.

Il primo contatto e la “prima” selezione:
Il primo approccio con il Reggimento avviene normalmente alla Scuola Allievi Carabinieri: in determinati periodi dell’anno, un gruppo di istruttori si reca direttamente nelle scuole per tenere una conferenza in cui vengono illustrate agli allievi le caratteristiche, l’impiego, la struttura e le peculiarità del Reparto.
A seguito di questa conferenza vengono raccolti i nomi degli allievi che intendono partecipare alle selezioni psico-fisiche. Tali selezioni vengono spesso tenute il giorno stesso della conferenza.
Gli allievi ritenuti idonei alle selezioni psico-fisiche vengono destinati al Reggimento Carabinieri Paracadutisti per partecipare alle fasi addestrative: in questo modo, i giovani Carabinieri si inseriscono direttamente nel mondo del Reggimento, acquisendo da subito la mentalità e lo spirito di corpo che lo contraddistinguono da qualsiasi altro reparto dell’Arma.
Per i Carabinieri già in servizio presso i reparti della territoriale o presso altri Reggimenti mobili, annualmente, anche se quasi mai con scadenze ben precise, vengono indette delle selezioni a livello nazionale per poter accedere alle fasi addestrative. Tali selezioni vengono diramate fino al livello di comando stazione tramite messaggio da parte del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.
Nel messaggio vengono spesso riportati i limiti di età richiesti ed il periodo di tempo limite entro il quale la domanda deve essere presentata. Con messaggi successivi verranno indicate le date delle selezioni e la sede presso le quali verranno tenute.
Una seconda possibilità e la cosiddetta “prenotazione” direttamente presso il Comando Generale di Roma.
Ovviamente, in tutti i casi, la domanda di ammissione alle fasi addestrative è esclusivamente su base volontaria.
Le selezioni fisiche, si basano principalmente su esercizi a corpo libero (quali trazioni alla sbarra, piegamenti sulle braccia, piegamenti alle parallele, piegamenti sugli addominali, salto in alto) e 1500 metri di corsa piana. Essendo prove selettive, ogni esercizio ha un numero minimo di ripetizioni ed un tempo massimo di esecuzione.
Dopo natale, dieta e sport: gli esercizi ginnici dei paracadutisti.

La “seconda” selezione:
Una volta arrivati a Livorno presso la caserma Vannucci, sede del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, gli allievi vengono sottoposti a delle prove valutative del tutto simili a quelle sostenute durante la fase di pre-selezione (esercizi a corpo libero e corsa).
Spesso il gruppo di allievi viene inviato presso il Centro Addestramento di Paracadutismo di Pisa (CE.A.PAR.) dove avranno modo di saggiare l’ebbrezza del lancio dalla celeberrima “Torre” (alta 16 metri): presso il Centro vengono anche simulate tutte le operazioni di lancio, compresa l’uscita dalla falsa carlinga) ed il lancio sul “Telo Tondo” presso la palestra della Scuola.
Queste prove non sono altro che un test di ardimento e servono agli istruttori per valutare le capacità e la predisposizione all’attività aviolancistica di ogni singolo allievo. Per essere ammessi al lancio, ogni allievo deve superare con successo la prima fase addestrativa.
Uno degli aspetti sicuramente più importanti è la capacità di “FARE GRUPPO”, di sapersi inserire cioè all’interno di un gruppo di lavoro. E’ richiesta inoltre una spiaccata capacità di collaborazione e tanta, tanta umiltà.
Durante il corso si è sottoposti ad un duro stress psicologico (oltre che fisico) e l’allievo paracadutista viene costantemente monitorato e valutato in tutte le attività addestrative ed extra-addestrative. La paura del vuoto e le cosiddette “vertigini” sono sicuramente due aspetti che precludono ogni possibilità di successo per un paracadutista!

La prima fase addestrativa:
Attualmente il corso è articolato in 2 distinte fasi addestrative per una durata complessiva variabile dai 9 agli 11 mesi.
La prima fase è dedicata all’addestramento individuale al combattimento (maneggio delle armi, lezioni al poligono, percorso di guerra, ecc…) ivi compresa l’attività fisica.
Per tutta la durata del corso, con scadenza mensile, ogni allievo verrà sottoposto a delle prove valutative.
Superata con successo la prima fase addestrativa, gli allievi che non sono in possesso del brevetto di paracadutismo (sia civile che militare) verranno inviati presso la CE.A.PAR. di Pisa per frequentare il corso di paracadutismo con paracadute ad apertura automatica.
 

 

La seconda fase addestrativa:
La seconda fase, ben più lunga della prima, inizia con la cerimonia di assegnazione del Brevetto Militare di Paracadutismo e la consegna del tanto sospirato BASCO AMARANTO… ma il bello deve ancora arivare!
Le attività addestrative tipiche della seconda fase sono:
– Esercizi di ardimento per l’utilizzo di corde, moschettoni e discensori ivi comprese nozioni base di arrampicata su parete;
– Corsa zavorrata 5×5 (5 Km con 5 kg di zavorra in tenuta operativa completa), 10×10, 15×15, 20×20 e 25×25;
– Attività di Orienteering;
– Attività ed abilitazione all’utilizzo del barbettone dalla falsa carlinga e dall’elicottero con la tecnica “Fast Rope” ed elisbarchi;
– Corso pattuglia da combattimento;
– Lezioni per l’utilizzo di apparati radio portatili e veicolari;
– Lezioni per l’utilizzo di armi ed equipaggiamenti speciali;
– Tecniche di irruzione e rastrellamento;
– Lezioni di difesta personale e nozioni di Krav Maga;
– Tecniche di combattimento in centri abitati (Close Quarter Battle), Brick e R.A.I. (Reazione Automatica Immediata);
– Nozioni di primo soccorso;
– Nozioni di sopravivenza;
– Tecniche di aviorifornimento;
– Corso riconoscimento mezzi;
– Nozioni per l’utilizzo di armi C/C (Panzerfaust 3, Milan, TOW);
– Nozioni di Guerra N.B.C.;
– Corso Addetti alle Scorte ed ai Servizi di Protezione;
Il corso si conclude con “la pattuglia finale” della durata variabile dai 5 ai 7 giorni durante la quale vengono inserite e valutate tutte le nozioni apprese durante l’addestramento.
Soltanto gli allievi idonei (coloro cioè che hanno ottenuto un giudizio complessivo sufficiente) possono accedere al Battaglione operativo.
La proporzione tra le domande di ammissione ed il numero di coloro che prenderanno parte alle fasi addestrative è inferiore al 40%.
La percentuale di coloro che terminano con successo le fasi addestrative è attualmente inferiore al 20%.

(Fonte: Militari Forum)

(n.d.r.) Si fa espressamente presente che tale materiale è stato ripreso, tal quale, dal sito “Militari Forum” è non si offre alcuna garanzia sulla attualità e/o correttezza dei contenuti in esso esposti.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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Dopo Natale dieta e sport. Gli esercizi fisici dei paracadutisti:

Le feste natalizie sono ormai trascorse e, complice qualche pantagruelico pranzetto, ci si accorge di aver messo qualche etto di troppo.

Niente è meglio che un regime dietetico più accorto e un po’ di ginnastica per rimettersi in forma.

Al riguardo va ricordata la semplice regoletta per la quale il proprio peso forma, espresso in Kg, è in primissima approssimazione pari al numero dei cm della propria altezza diminuiti di cento (ad es. una persona alta 170cm dovrebbe pesare circa 70Kg) e che il proprio giro vita non dovrebbe essere superiore ad 88cm per le donne e 102cm per gli uomini, pena un’impennata della probabilità di contrarre malattie cardiovascolari (fonte O.M.S. – Organizzazione Mondiale della Sanità).

Preliminarmente è molto importante, prima di intraprendere una qualunque attività ginnica e/o dieta, fare un obbligatorio passaggio dal medico per accertarsi del proprio stato di salute e dell’inesistenza di controindicazioni, in ragione di ciò che si intende intraprendere.

Inoltre, è necessario graduare gli sforzi (durata esercizi, intensità, numero di ripetizioni) sia in conseguenza del proprio stato di forma fisica del momento, sia in relazione all’età.

Anche per quanto riguarda l’alimentazione, è opportuno evitare diete sbilanciate ma è anche importante evitare di mangiucchiare ad ogni occasione (ad es. il cioccolattino dopo il caffè, la sfogliatella al bar, i continui assaggi durante la preparazione dei pasti, etc. etc.).

Insomma, in ogni caso è necessario non strafare ricordandosi che nessun risultato è conseguibile nel brevissimo periodo, a seguito di azioni drastiche, senza rischiare di compromettere la salute.

Vediamo, quindi, quali possono essere gli esercizi per ricondurci in forma, ovviamente con particolare attinenza l’attività paracadutistica:

– Corsa (stando sui 5min a km), sino ad arrivare a 10-15km per sessione di allenamento;
– Piegamenti sulle braccia (flessioni) con le mani larghezza spalle;
– Piegamenti sulle braccia (flessioni) con le mani doppia larghezza spalle (più larghe possibili insomma);
– Piegamenti sulle braccia (flessioni) con le mani a rombo (si devono toccare tra loro i due pollici e i due indici delle mani);
– Piegamenti sulle braccia (flessioni) con lo schiaffo (partendo da quelle a larghezza spalle ci si dà uno slancio di potenza con le braccia, si battono le mani e si torna a terra a larghezza spalle);
– Piegamenti sulle braccia (flessioni) con lo schiaffo mani e piedi, quelle che fanno fare al corso palestra come prova fisica (come quelle con lo schiaffo con la differenza che si devono alzare anche i piedi…. una specie di saltello a quattro zampe);
-Trazioni alla sbarra con il dorso delle mani verso di se:

trazioni-alla-sbarra

– Parallele:

parallele

– Addominali a corpo libero;
– Piegamenti sulle gambe (squat);
– Stretching.

Come accennato, è ovvio che inizialmente non si riusciranno a fare tutti gli esercizi sopra indicati o non si faranno quelli più estremi come ad es. le flessioni sulle braccia con lo schiaffo. Anche per la corsa, non è detto che sin dalla prima sessione di allenamento si riescano a percorrere 10/12Km in un’ora, anche perchè sarebbe controproducente, oltre che pericoloso, pretendere di più delle proprie possibilità del momento. E’ poi ovviamente possibile integrare o sostituire la corsa con altri esercizi aerobici come la bicicletta e/o il nuoto o, nei primi allenamenti dopo prolungati periodi di inattività, financo con lunghe passeggiate a passo sostenuto.

Bisogna infine ricordarsi che, per avere risultati tangibili, qualunque programma di allenamento va condotto per qualche mese, ripetendolo almeno due/tre volte la settimana con sedute che potranno durare da mezz’ora sino a circa un’ora e mezza. Inoltre, se si vuole veramente perdere peso, bisognerà avere un occhio di riguardo anche all’alimentazione che dovrà essere frugale ma comunque completa, con maggiore enfasi ad alimenti di origine vegetale (verdura, legumi, olio d’oliva) rispetto a quelli di origine animale (N.B. qualunque regime dietetico ipocalorico va concordato col medico).

Per ultimo, ma non da ultimo, si deve ricordare che quando si fa una qualunque attività ginnica, è necessario continuamente curare la propria reidratazione ed indossare un abbigliamento adeguato alle condizioni climatiche, comodo e traspirante: in nessun caso ci si deve infagottare o coprire con materiali di tipo impermeabile nel tentativo di incrementare la sudorazione (la perdita di liquidi, che al termine dell’esercizio fisico fa riscontrare una illusoria diminuzione del peso, non significa dimagrimento e cioè diminuzione della massa grassa).

 
F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida
  

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Come entrare nella Brigata Paracadutisti Folgore:

Si riprende un interessante inserto, apparso qualche tempo fa sul sito “Militari Forum”, circa le modalità di accesso alla Brigata Paracadutisti Folgore.

Ci sono due vie per essere effettivi:
1) Da VFP1: la destinazione alla fine del RAV è casuale, e può succedere di capitare in Brigata. Si ottiene il brevetto senza fare la Specializzazione dell’Incarico e il Corso AIC…. cioè si fa direttamente il Corso Palestra.
Il lato negativo è che non vengono dati incarichi operativi (a parte Aviorifornitore, a Pisa) quindi si va avanti a uffici e servizi. Oltretutto se in seguito si opta per VFP4 spesso non si ha il cambio incarico con uno più operativo, quindi si rischia di “fare la muffa” a vita (ovviamente ammesso concorsi e trasferimenti vari).

2) Da VFP4: nella domanda si barra la scelta “Aviotruppe” (o Paracadutisti). Si ha la certezza di essere chiamati ad iniziare l’iter addestrativo, causa scarsità di personale. L’iter addestrativo è diviso in 3 sezioni principali (ovviamente vinto il concorso vfp4):

(Visite): semplicemente delle visite generiche (molto leggere) che si fanno a Pisa, e il salto decisionale dalla torre di 26m: un salto con l’imbragatura semplicemente per valutare il coraggio del singolo. Se si rinuncia, si rinuncia ai paracadutisti e non si hanno altre possibilità. Tra l’altro spesso si viene trasferiti agli Alpini (sempre per la scarsità di personale).

A – Specializzazione nell’Incarico: si viene mandati a una scuola a seconda dell’incarico assegnato (l’incarico viene dato assieme alla lettera in cui è scritta la data di presentazione a Pisa per l’inizio dell’iter): ad esempio i Guastatori vengono mandati alla Scuola del Genio a Roma, i Fucilieri a Cesano, ecc. La durata varia a seconda del corso (es. 3 mesi per i guastatori)

B – Corso di Addestramento Individuale al Combattimento (AIC) che si svolge a Livorno: un corso che da l’addestramento base riguardo a navigazione terrestre, pattuglie, topografia, armi e tiro, nbc…. E’ un corso relativamente pesante, fatto anche per far rinunciare chi non ha i giusti requisiti. Diciamo che la botta che si fa lì da un’idea delle vere pattuglie. Si passano anche 2,3 notti fuori nei boschi, riposo ridotto al minimo, sempre zaino in spalla ed altre cose che puntano a far “tirar fuori le palle” del singolo. Non è raro vedere gente svenire durante le marce… Dura circa 3 mesi, ma la durata ultimamente varia da corso a corso….

C – Corso Palestra a Pisa: dove insegnano tutto quello che devi sapere per lanciarti, e alla fine i 5 lanci di brevetto (2 senza carico,”sportivi” e 3 con carico, cioè lo zaino). C’è un test scritto da superare, e delle prove fisiche ( vedi più sotto ) prima di essere ammessi al lancio. Si fa molta attività fisica al CAPAR quindi generalmente non sono molte le persone che falliscono le prove. Si ha una seconda possibilità, se si scazza pure quella si ha il trasferimento fuori dai paracadutisti. Ovviamente poi l’istruttore decide se si ha raggiunto una preparazione tecnica eccellente per lanciarsi in sicurezza. La durata dipende dalle condimeteo per i lanci…. in genere un paio di mesi.

Tra l’altro con l’Indennità di Aviolancio si guadagnano (per un militare di truppa) circa 100€ lordi (più o meno 70-80€ netti) in busta paga.

Prove di ammissione nel corso palestra ( un ringraziamento a gianluka80 ). I valori tra parentesi si riferiscono al miglior punteggio ottenibile dall’esercizio, quelli fuori al minimo.

10 (20) flessioni con lo schiaffo mani e piedi
5 (15) trazioni
10 (20) addominali
5 (15) parallele
6’30” (5’30”) corsa 1500
mt 1,20 (+ 1,50) salto in alto

Le valutazioni verteranno inoltre su: salto sul telo mt. 5, plinto, muro, fune mt. 9, corsa 5000 mt in max 25′, oltre che per ottenere l’idoneità si valuterà l’esecuzione della torre, capovolte, comportamento in discesa, falsa carlinga, vestizione del paracadute e test scritto.

Riguardo alle prove di ammissione faccio notare che, come scritto, ogni esercizio darà un punteggio. Il punteggio finale che decreterà l’inizio del corso oppure no si ha DALLA MEDIA di tutti i voti. Ad esempio se sono eccellente nelle trazioni (15) ma faccio meno flessioni di quelle richieste per la sufficienza (diciamo 8 mentre il minimo sarebbe 10), l’ottimo punteggio ottenuto nelle trazioni compensa l’insufficienza delle flessioni, quindi la media è comunque sopra la sufficienza.

Foto:

il-plinto

Il plinto (una cavallina alta)

il-muro-del-pianto

Il muro del pianto

Uscita dalla torre

Uscita dalla torre

 

Iter per i Marescialli assegnati alla Brigata: ( sempre grazie a gianluka80 )
durante 1° anno (in genere aprile) preselezioni a Viterbo effettuate da personale della Folgore
– luglio 1° anno corso palestra con abilitazione al lancio (3 lanci sportivi)
– 2° anno a novembre/dicembre assegnazione specializzazione (fortuita a volte ci sono + domande che offerte a volte il contrario) o si prende fanteria paracadutista ( e si è assegnati direttamente alla Folgore) oppure genio (ma si deve sperare che la destinazione dopo sia Legnago) e così anche per trasmissioni, ecc.
– una volta finito il 3° anno e assegnata la destinazione, una volta arrivati a reparto si fa per prima cosa ricondizionamento di circa 5-6 gg. con lanci militari con zaino e arma, e poi Aic quando ne da la disponibilità la Brigata, anche se quest’ultimo iter può subire variazioni a seconda di come decide il reparto.

(Fonte: Militari Forum)

(n.d.r.) Si fa espressamente presente che tale materiale è stato ripreso, tal quale, dal sito “Militari Forum” è non si offre alcuna garanzia sulla attualità e/o correttezza dei contenuti in esso esposti.

F.to:
Il segretario della Sezione A.N.P.d’I. di Napoli
par. aggr. S.Ten. Com. CRI Vincenzo Di Guida

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