Il paracadutismo? E’ Per tutti ma non è da tutti.

Così dice il paracadutista Franco Esposito.

Avete più di sedici anni e godete di buona salute?

Potete saltare da un muretto alto circa un metro e mezzo atterrando a piedi uniti?

Beh, dal punto di vista fisico, il paracadutismo non vi chiede di più.

Certo, è necessario apprendere una certa quantità di nozioni perché tutto si svolga nella massima sicurezza (in aereoporto, in aereo, in uscita, in volo, in atterraggio).

In effetti, la sfida maggiore è quella psicologica con se stessi.

Lanciarsi nel vuoto da un aereo che vola a 500m di quota o a 4200m non è certamente cosa di tutti i giorni e chi racconta che non ha mai provato neppure un attimo di ansia, neppure ai primi lanci, o è superman o è in malafede o, peggio, è un esaltato pericoloso per se e per gli altri.

E’ questo il motivo che i corsi, oltre ad un’adeguata preparazione fisica e teorica, devono servire ad infondere la sicurezza in se stessi di chi sa che ha meticolosamente studiato materiali e procedure.

Anzi, se esistono delle “zone d’ombra” è bene che si evidenzino proprio durante l’attività addestrativa.

Infatti, una volta che si decide di lanciarsi si è soli: la propria incolumità è affidata all’efficienza dei materiali ed alla propria preparazione tecnica e psicologica che deve essere sufficiente per poter gestire anche un caso di emergenza.

Solo avendo la più intima convinzione che tutto è stato preparato a puntino, che si è davvero pronti fisicamente, culturalmente e psicologicamente, allora si può decidere di fare quello che altri, non avendo la stessa preparazione, possono ritenere una mezza follia.

Certo, il paracadutismo non è come andare al lavoro in un comodo ufficio ma, come in quasi tutte le altre attività umane, è l’ignoranza che genera la paura ed il pregiudizio.

Ecco spiegato perché, talvolta, viene rinviato il lancio di quegli allievi che si reputano non ancora pronti: in condizioni di stress tutto diventa più difficile e giustamente gli istruttori, quelli come il nostro paracadutista Gennaro Fiscariello, sono molto scrupolosi a valutare la perfetta preparazione fisica, tecnica, e psicologica dei propri allievi.

Ma l’ultimo giudice rimane la propria coscienza: ad essa non si può mentire. Al momento di salire in aereo si affronta il momento della verità, innanzitutto con se stessi.

In ogni caso, sono scelte personali che non solo vanno sempre rispettate ma talvolta, in caso di effettiva condizione fisica e/o psicologica non perfetta, anche elogiate perché testimoni di un più alto coraggio: quello dell’atteggiamento responsabile a dispetto della considerazione altrui.

Insomma è proprio vero: Il paracadutismo è per tutti ma non è da tutti!

 

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